13.9 C
Belluno
domenica, Luglio 3, 2022
Home Cronaca/Politica Gli afflitti possono aspettare * di Régine Dang

Gli afflitti possono aspettare * di Régine Dang

immigratiIl giornale britannico The Guardian è entrato in possesso di documenti del centro profughi di Nauru, ultima tappa per chi spera di sistemarsi in Australia. Si tratta di un insieme di testi già letti, nei quali sono riportate le violenze fisiche subite dai richiedenti asilo.
Prima di questo rapporto, il mondo intero aveva visto un video di un bambino violentato da un vigile di questo stesso centro. Prima ancora erano state diffuse le immagini di un  rifugiato che si immolava col fuoco in segno di protesta. Ma un anno prima di Nauru, tutto questo l’avevamo visto nel centro profughi di Lampedusa in Italia. E lo vediamo ogni giorno in Libia.
I fatti australiani non sono un’esclusività dunque. E tuttavia questa notizia non è stata ripresa da tutti i media come avvenne ad esempio per l’assassinio d’un prete francese da parte di un terrorista.  “Condanne forti e senza appello” non si sono fatte sentire da Washington, Parigi, Berlino, Londra…etc. Non si è visto nessun capo di stato in lacrime annunciare giustizia e riparazioni.
Si è parlato piuttosto di “Un montaggio. Mi è stato riferito che alcuni richiedenti asilo vanno fino a mutilarsi nello scopo di essere trasferiti in Australia. Non possiamo tollerare alcuna manipolazione”. La frase è di Peter Gutton, ministro australiano dell’immigrazione.
Molto presto, le sevizie sui richiedenti asilo diventeranno dei “marronniers ” ancora più detestabili.
Nel gergo giornalistico francese, un “marronnier”  è un argomento di attualità ricorrente che possiamo tradurre in un “consueto appuntamento”. Come ad esempio sono dei “marronniers” le feste di Natale o l’inizio delle vacanze estive.  I giornalisti li detestano perché sono monotoni, noiosi, ripetitivi, ma essendo di grande interesse sociale, non si possono evitare. In compenso, sono una bella fonte di incassi grazie alle pubblicità.
Un giro nel mondo dei richiedenti asilo testimonierà di atti di violenza quotidiani ripetuti e impuniti. È sociale, ripetitivo, monotono, ma non è fonte di soldi per i giornali. Nessuna marca di auto vorrà associare la sua immagine a quella di un rifugiato con gli occhi spenti. Secondo Will Self, “il buon giornalismo sveglia i ricchi installati nel loro benessere e riconforta gli afflitti”.
La maggiore parte degli organi di stampa sono la proprietà dei ricchi, e i giornalisti sono a loro servizio. Gli afflitti possono aspettare. O morire.

Régine Dang  * scrittrice camerunense

Share
- Advertisment -

Popolari

Ciclabile Soverzene-Ponte, la Provincia promuove la nuova passerella sul Piave

Da Rold: «Fare rete tra territori per integrare una mobilità sempre più sostenibile» «Le piste ciclabili sono un'infrastruttura importantissima e anche un simbolo. Sono importanti...

Interventi di soccorso in montagna

Val di Zoldo (BL), 02 - 07 - 22   Alle 18.40 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Sonino...

Giochi in musica. Lezioni per giovanissimi dalla Filarmonica di Belluno. A Cavarzano, Limana, Nevegal, Pieve di Cadore

Giochi in musica. Anche per l'estete 2022, la Filarmonica di Belluno organizza lezioni gratuite e aperte dedicate ai bambini di età compresa tra i...

Che cos’è il bene comune? * di Daniele Trabucco

Nel dibattito politico si sente spesso ripetere, tanto dalle forze di maggioranza, quanto da quelle di minoranza, che la loro azione tende a realizzare...
Share