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Riforma delle Camere di Commercio. A Padova la protesta di Rsu e sindacati “La riforma non migliorerà i servizi, ma produrrà tagli occupazionali”. Giovedì il presidio

Camera di Commercio di Belluno
Camera di Commercio di Belluno

Dopo mesi di indiscrezioni, affermazioni e smentite sempre in assenza di un testo ufficiale, il governo si appresta ad approvare la Riforma delle Camere di Commercio giusto alla vigilia di Ferragosto!

Il premier continua a dire che in questo paese non si fanno riforme, eppure sono passati solo 6 anni dall’ultima riforma camerale. Ma come nello stile della vecchia politica, anziché verificare se le riforme fatte abbiano o meno funzionato, si preferisce farne un altra. Le Camere di Commercio sono enti essenziali per lo sviluppo delle economie locali. Sono presidio di legalità e trasparenza nel territorio attraverso l’anagrafe delle imprese. Svolgono funzioni indispensabili come arbitrati e conciliazioni, promozione delle filiere produttive locali, sostegno all’imprenditoria femminile e giovanile, consulenza per il deposito di brevetti e marchi, controllo dei prodotti, assistenza ai Comuni per la tenuta dello sportello unico delle attività produttive, supporto alle imprese per l’innovazione e la digitalizzazione.

Le Camere di Commercio gravano in quota residua sul bilancio dello stato (2%) poiché sono sostenute dalle imprese. Già nel 2014 il governo è intervenuto proprio sull’entrate degli enti camerali, prevedendo una riduzione graduale fino al 50%. Nel 2016 il diritto annuale sostenuto dalle imprese individuali è di € 53 e l’importo medio stimato per le società ammonta a 174 euro l’anno, a fronte dei quali gli imprenditori possono usufruire di alcuni servizi on line gratuiti, ad esempio consultare gratuitamente le informazioni relative alla propria azienda. La Camera di Commercio ha versato come risparmi di spesa allo Stato dal 2009 al 2015  € 3.175.552,84 mentre l’importo annuo che attualmente versiamo si aggira intorno a € 800.000.

Con questi importi i 117 dipendenti camerali di Padova erogano servizi a 99 mila imprese iscritte. A parere delle OO.SS., la riforma sembra improntata esclusivamente alla riduzione dei servizi attualmente offerti ed a limitare la presenza di un ente pubblico sul territorio.

In un periodo caratterizzato da un interminabile crisi economica, i servizi alle imprese ed il sostegno al tessuto produttivo andrebbero rafforzati anziché ridotti. Il rischio concreto è che i servizi attualmente forniti dalla Camere con grande professionalità gratuitamente o a fronte di costi molto ridotti vengano affidati a privati che li erogherebbero a prezzi molto più elevati.

In questo periodo vengono proposte diverse e contraddittorie bozze di decreto di riforma delle Camere di Commercio, dalle quali si evince una volontà di riduzione del personale camerale pressoché lineare. Non si tiene conto ad esempio che in alcune realtà, come a Padova, il personale è già stato ridotto, dal 2010 ad oggi, di quasi il 19%. I dipendenti camerali sarebbero lasciati a a sorte incerta: mobilità per due anni e poi licenziamento. Lavoratori che si sono distinti per gli alti livelli di efficienza e professionalità, facendo del sistema camerale una delle “eccellenze” della Pubblica Amministrazione e del Registro delle Imprese un modello europeo da copiare.

Le RSU della Camera di Commercio di Padova, CGIL FP e CISL FP si uniscono perciò all’appello nazionale che unisce tutte le 67 camere di commercio d’Italia, e chiede il sostegno di tutte le forze produttive per chiedere il rafforzamento di questi enti e non la riduzione!

RSU della Camera di Commercio di Padova

 

Giovedì 11 agosto 2016 dalle 10,30 alle 12, davanti alla Prefettura di Padova (piazza Antenore), si svolgerà un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della Camera di commercio Padova – con delegazioni da altre provincie – allo scopo di protestare contro la “riforma” che il governo sta per varare. Riforma che non migliorerà i servizi resi alle imprese, ne eliminerà molti, produrrà esuberi e tagli occupazionali.

 

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