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Impugnata dal governo per incostituzionalità la legge veneta sulla caccia. Zanoni: ” una lezione esemplare per la maggioranza del Consiglio regionale che scrive sotto dettatura della lobby venatoria”

Andrea Zanoni - consigliere regionale Pd
Andrea Zanoni – consigliere regionale Pd

“Il Governo ha impugnato la Legge regionale 18 del 2016, il cosiddetto “Collegato agricoltura, caccia e pesca”, questa è una buona notizia e una bacchettata, anzi, una lezione esemplare per la maggioranza del Consiglio regionale che scrive sotto dettatura della lobby venatoria più estremista e distruttiva”.

Un commento duro e al tempo stesso soddisfatto quello dell’esponente del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo lo stop arrivato da Palazzo Chigi, che ha impugnato davanti alla Consulta il provvedimento per incostituzionalità.

“Fin da subito, dopo l’approvazione in aula, mi sono attivato con una serie di esposti al Governo, incontri e contatti al fine di informare compiutamente chi di dovere sui contenuti della legge, che contiene alcune disposizioni in palese contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica, fissati dalla vigente norma statale e comunitaria”.

Nelle scorse settimane Zanoni aveva evidenziato i tanti nodi che adesso sono venuti al pettine: dalla violazione delle disposizioni sulla caccia in via esclusiva (in forma vagante o appostamento fisso) e al nomadismo venatorio in contrasto con la legge nazionale 157 del 1992. Nel primo caso venivano “garantite” quindici giornate di caccia in forma vagante a chi ha optato per quella da appostamento fisso e viceversa, nel secondo la possibilità di cacciare gli uccelli migratori per ben trenta giornate in tutti gli Ambiti territoriali di caccia (ATC) del Veneto a partire dal 1 ottobre di ogni anno e senza chiedere il permesso all’ambito ospitante.

Il consigliere del Pd aveva poi evidenziato l’illegittimità dell’articolo sull’addestramento dei cani da caccia da potersi svolgersi tutto l’anno anche con l’abbattimento di fauna d’allevamento con armi da fuoco, inoltre dell’articolo relativo alla presenza negli organi direttivi degli ATC dei rappresentanti di associazioni venatorie non riconosciute a livello nazionale, dell’articolo sulla caccia da natante e infine di quello sulle “misure di contenimento” del Cormorano, che è invece specie protetta.

“Era evidente che le norme statali e comunitarie rappresentassero limiti invalicabili per l’attività legislativa della Regione, fissando principi imperativi validi sull’intero territorio nazionale per primarie esigenze di tutela ambientale – evidenzia ancora Zanoni – La maggioranza che governa il Veneto, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia ci ha fatto perdere tempo, per produrre alla fine una legge taroccata e dettata dall’estremismo venatorio rappresentato da un solo consigliere. Il provvedimento ci ha tenuti impegnati per quattro sedute con lunghissime e inutili discussioni: ecco chi è che blocca l’attività del Consiglio e va perdere tempo, non certo l’opposizione”.

 

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