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Scuola. Raffaela Bellot chiama a raccolta i senatori veneti. “In 12 hanno già sottoscritto la mia mozione, e ora si aggiungono adesioni da fuori Regione”

Raffaela Bellot“Scuole bellunesi: il caso di Sovramonte, ma non solo. Sanno di avere la mia solidarietà, che ho voluto esprimere non solo a parole, ma con questa ennesima azione concreta attorno a cui sto cercando di unire tutti i senatori veneti.”

Mozione depositata ieri su iniziativa della senatrice Raffaela Bellot per riportare l’attenzione sulle varie criticità che il sistema scolastico veneto continua a dover fronteggiare. I numeri e le soluzioni sono note a tutti, ma per qualche motivo le scottanti questioni sono in stallo da tempo.

La Senatrice bellunese ha quindi deciso di riprendere in mano la situazione a Roma, sperando di ottenere le attese risposte. Ma questa volta ha scelto di chiamare all’appello tutti i colleghi senatori eletti in Veneto.

“La questione riguarda l’intero sistema scolastico regionale. Ovviamente a me sono meglio note le difficoltà dei paesi della provincia bellunese, la mia provincia, ma attraverso il confronto con gli assessori regionali di FARE! mi sono ben chiare le difficoltà dell’intero Veneto.

L’azione è di competenza regionale, ma se da lì le risposte tardano ad arrivare proviamo a riportare l’attenzione partendo da Roma.

Per questo ho invitato tutti i colleghi Senatori eletti in Veneto a sottoscrivere la mozione che ho depositato ieri (4 luglio 2016). Devo dire che già in 12 hanno sottoscritto la richiesta, in totale eletti in Veneto siamo 24. A queste si aggiungono già le firme di altri 4 senatori di regioni diverse. La speranza, data l’importanza del tema, è che altri si uniscano e che si possa giungere subito alla soluzione concreta di questi problemi.”

Questa ulteriore iniziativa della tosiana Bellot parte sulla spinta dei problemi pressanti evidenziati da tempo dai sindaci delle vallate bellunesi. In ogni caso, seppur con fattispecie diverse, l’intera regione Veneto è in sofferenza. “Abbiamo per anni prodotto grossa parte della ricchezza d’Italia, è davvero ammissibile che, parlando dell’istruzione dei nostri figli, si debbano sentir parlare di mancanza di personale, pluriclassi, riduzione o sospensione dei servizi, mancanza di materiale didattico e via dicendo? A questo bisogna dare una risposta seria, concreta, strutturata. Le deroghe sono importanti e non vanno messe in discussione, ci aiutano a sopravvivere, ma bisogna lottare anche per far risalile il livello dell’intero servizio.”

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