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Centralina sul torrente Mis. Il Tribunale superiore delle acque respinge il ricorso della California srl. Grones: “Vittoria della Provincia, indispensabile il monitoraggio delle acque”

Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con ordinanza del 3 agosto 2016 ha respinto il ricorso di California srl con una pronuncia di merito innovativa, affermando che non si può scindere la prescrizione che impone il monitoraggio delle acque dal procedimento di screenig di Valutazione impatto ambientale (VIA) e che non sussiste un pregiudizio grave e irreparabile derivante dal mancato accesso agli incentivi Gestore servizi energetici (GSE).

Leandro Grones
Leandro Grones

A darne notizia è Leandro Grones, consigliere provinciale con delega al demanio idrico, che sottolinea la “Vittoria piena per la Provincia che dal 1^ gennaio ha competenza in materia di demanio idrico”.

Ecco la cronologia dei fatti.

Nel 2009 la società EN&EN, cui è subentrata California srl appartenente al medesimo gruppo, presentava alla Regione Veneto istanza di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto idroelettrico sul torrente Mis in loc. Pattine (o California) nel Comune di Gosaldo.
Nel 2014 la Regione rilasciava alla società la relativa concessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico.
Nel 2015 la California srl chiedeva la verifica di assoggettabilità a VIA del progetto; la Commissione Regionale VIA, mutando il proprio precedente parere in ordine alla assoggettabilità, ha ritenuto di escludere il progetto di California srl dalla procedura di VIA fissando una prescrizione che prevedeva la realizzazione di un piano di monitoraggio della qualità delle acque e delle portate ante operam.
A questo punto la Provincia di Belluno, divenuta amministrazione competente per il rilascio dell’autorizzazione unica, chiede alla ditta di attivarsi con l’ARPAV per effettuare il piano di monitoraggio.
Nel frattempo vengono pubblicati anche i bandi per l’iscrizione al registro GSE.
A questo punto la California srl promuove il ricorso avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche avverso:

1) la prescrizione del parere della Commissione Regionale V.I.A. del 06.04.2016 che gli impone di eseguire – prima del rilascio dell’Autorizzazione Unica – “in accordo con ARPAV, un piano di monitoraggio della qualità delle acque e delle portate ante operam ”

2) la nota della Provincia di Belluno del 29.06.2016 con cui si chiede il piano di monitoraggio prima della convocazione della conferenza di servizi.

Avanti al TSAP si sono costituite in giudizio sia la Regione del Veneto che la Provincia di Belluno contestando il ricorso.
Avverso il provvedimento VIA della Regione hanno presentato autonomi ricorsi anche il Comune di Gosaldo e l’Ente Parco delle Dolomiti Bellunesi contestando la validità di come sia svolto il procedimento VIA regionale: questi due ricorsi si discuteranno però a dicembre.