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Giovanni Lugaresi a Calalzo di Cadore per la mostra “Tutto il mondo di Giovannino Guareschi”

 

Giovanni Lugaresi
Giovanni Lugaresi

«Fede e libertà. Sono questi gli elementi portanti della vita e dell’opera di Giovannino Guareschi, giornalista e scrittore nel quale la vita e la letteratura si identificavano». Così Giovanni Lugaresi, uno dei massimi studiosi dell’opera letteraria del “papà” di Don Camillo e Peppone, lo scorso 23 luglio a Calalzo, all’inaugurazione della mostra “Tutto il mondo di Guareschi”, una delle iniziative proposte dall’amministrazione comunale nell’ambito di “Don Camillo e Peppone in Cadore. Un’estate di letture in compagnia di Giovannino Guareschi”.

Lugaresi ha ripercorso la vita e il lavoro dello scrittore emiliano, sottolineandone, innanzitutto, la coerenza. Una coerenza che lo ha portato, nel 1954 a scontare 409 giorni di carcere a Parma per la condanna per l’affaire De Gasperi (Guareschi fu condannato per diffamazione a mezzo stampa e non per falso. Il 24 e il 31 gennaio 1954 sul settimanale il Candido diretto da Guareschi vennero pubblicate due lettere indirizzate a generale britannico Harold Alexander comandante delle truppe alleate in Italia, risalenti a dieci anni prima a firma di De Gasperi nelle quali quest’ultimo chiedeva il bombardamento di alcuni punti nevralgici di Roma, come l’acquedotto, «per infrangere l’ultima resistenza morale del popolo romano» nei confronti di fascisti e truppe tedesche).

Una coerenza che lo ha portato a tenere fede al giuramento fatto al re e ad andare, dopo l’8 settembre, in prigionia in Germania e Polonia. «Dalla prigionia, dove scrisse molto e dove le sue muse ispiratrici furono la fame il freddo e la nostalgia, uscì con 40 chili di peso in meno ma ne uscì vincitore» ha spiegato Lugaresi. «La sua vittoria è stata quella di essere riuscito a non odiare nessuno».

«Uomo di profonda fede cristiana e uomo profondamente libero è stato Guareschi» ha affermato Lugaresi durante la partecipata conferenza tenuta alla sala consiliare Norma Cossetto. «La sua grande lezione è stata questa: il richiamo costante ad adoperare, ognuno di noi, il senso critico e non accettare supinamente gli ordini di scuderia».

Don Camillo e Peppone sono gli immortali personaggi creati dalle penna di Guareschi. «Sono avversari ma hanno elementi comuni che ci devono far riflettere» ha affermato Lugaresi. «Amano la loro gente e ad essa insieme danno una mano. Succede così anche oggi»? A proposito dell’oggi, Lugaresi ha sottolineato come Giovannino Guareschi sia attualissimo: «Tante le “anticipazioni” contenute in diverse sue pagine sull’ecologia, contro la cementificazione dilagante già a quei tempi, sui i problemi dei giovani e delle famiglie, sulla crisi economica».

La presentazione ha visto anche l’intervento del Gruppo lettori Calalzo. Gabriella Bertazzolo, Paola De Nardo, Franca Paccagnella, Marcella Rosenwirth e Andrea Valmassoni hanno proposto in maniera intensa e coinvolgente alcune pagine tratte da due racconti del “Mondo Piccolo”: “Il proclama” e “All’Anonima”. Letture dalle quali sono emersi i convincimenti di Guareschi relativamente alla scrittura. “Ha bisogno di molte parole chi deve mascherare la sua mancanza di idee o chi deve mascherare le sua intenzioni» Guareschi fa dire a Don Camillo nel racconto “All’Anonima”. E Peppone concorda, proponendo di cancellare dal vocabolario tutte le parole che sono in più rispetto al numero delle cose da dire.

La prossima iniziativa in programma nell’ambito di “Don Camillo e Peppone in Cadore” è fissata per venerdì 5 agosto, alla Bètola all’Oca Bianca (via Roma a Calalzo, inizio ore 20) con alcuni “assaggi di letture” proposti sempre dal Gruppo Lettori. Per adesioni: 347.0722684.

La mostra “Tutto il mondo di Guareschi” proseguirà (in municipio, orari di apertura degli uffici comunali) fino al 15 agosto. Per eventuali aggiornamenti e approfondimenti è disponibile la pagina Facebook “Don Camillo e Peppone in Cadore”.

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