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“Itinerari della visione” calligrafie e ricerche fotografiche a confronto. Immagini di Luca Chistè sabato all’Aplegallery di Mel

Sabato 18 giugno alle ore 18.00 avrà luogo all’ApleGallery di Claudio Rossi a Mel in via Tempietto 15, l’inaugurazione del progetto fotografico/espositivo di Luca Chistè. L’autore proporrà due lavori, entrambi pensati con stampe in grande formato, ed estratti da altrettante proposte espositive tenutesi al Centro Internazionale di Fotografia di Verona Scavi Scaligeri (“Berlino. Profili urbani”) e al 61° Film Festival Internazionale della Montagna e dell’Esplorazione di Trento (“Kapadokya”).
Berlino-Profili-Urbani Luca ChistèSi tratta di due percorsi iscritti nelle linee di sviluppo della produzione artistica e di ricerca di Luca Chistè che muove, attraverso un dialogo mai interrotto,  dal paesaggio naturalistico a quello urbano e che pone, proprio nella specificità della proposta di Mel e in relazione dialettica, contenuti e calligrafie.
Se nel caso di “Berlino. Profili Urbani”, l’interpretazione del tessuto urbano della città, con esclusivo focus sulle aree della ricostruzione avvenute dopo la caduta del muro di Berlino, è pensata con il ricorso al colore, nel caso di “Kapadokya”, l’autore si serve, per rappresentare le peculiarità del territorio turco, della fotografia large format d’ispirazione americana (riprese eseguite con camere in medio e grande formato) e della austerità calligrafica del bianco/nero.
Le due rassegne rappresentano per i visitatori una interessante opportunità per cogliere, in chiave comparativa, le esperienze derivanti dalla fotografia analogica – in bianco/nero – e da quella digitale,  a colori.
Un itinerario della visione – e da qui il nome della rassegna – che cerca di cogliere, nelle dimensioni del paesaggio urbano e di quello naturalistico, ancorché fortemente antropizzato come quello della Cappadocia,  una possibile riflessione sulla fotografia contemporanea e sull’essenza del suo linguaggio.
Alla vernice sarà presente l’autore.
luca chistè mostra melLuca Chistè è nato il 29 aprile 1960 a Trento, dove risiede e lavora.
Sociologo, ha pubblicato una tesi sulla storia delle tradizioni popolari e ha analizzato l’impiego della fotografia come prospettiva metodologica nell’ambito delle scienze sociali e dell’antropologia culturale.
Si occupa di fotografia, per amore e passione, dal 1980 e ha all’attivo numerosi studi (paper specialistici e critici sulla fotografia), pubblicazioni, rassegne personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Da anni svolge attività di formazione con le associazioni e le realtà culturali del territorio, sul linguaggio fotografico, le tecniche di ripresa, la post-produzione e la stampa di immagini analogiche e digitali secondo le prospettive metodologiche della fine-art photography.
La sua attività di indagine si concentra sulla fotografia etno/sociologica e sul paesaggio, sia naturalistico che urbano. Per il proprio lavoro fotografico utilizza un metodo basato su un collaudato workflow orientato all’ottenimento di stampe fine-art in grande formato: per le immagini in bianco/nero, la ripresa è ottenuta con negativi di tipo analogico realizzati solitamente con equipaggiamenti in grande e medio formato (banchi ottici 4×5”, camere panoramiche 6×17 e negativi 6×7).
I negativi sono quindi sviluppati dall’autore e vengono successivamente digitalizzati con scanner ad elevate prestazioni ed acquisiti, in accordo al processo “ibrido”, in camera chiara (post-produzione digitale).
In tempi più recenti, per diverse ricerche monografiche a colori, fra cui quella di “Berlino.Profili urbani”, esposta al Centro Internazionale di fotografia di Verona Scavi Scaligeri, ha fatto esclusivo impiego di equipaggiamenti digitali e di uno strutturato work- flow per la gestione del colore (CMS – Color Management System) in tutte le fasi del processo (ripresa, post-produzione e stampa).
Le immagini impiegate nelle rassegne sono realizzate in tiratura numerata, od a singolo esemplare,  e sono ottenute con l’impiego di particolari metodologie che ne consentono la certificazione secondo quanto previsto dalla fotografia fine-art d’autore.
Nel 2009 ha fondato la realtà di Phf Photoforma con la quale promuove la fotografia d’autore, la formazione, la ricerca sulla tecnica, sul linguaggio fotografico e la stampa fine-art d’autore.
Negli ultimi anni si è dedicato, insieme alle proprie ricerche fotografiche, alla curatela di numerose esposizioni d’autore e collettive (molte su catalogo) e, a partire dal 2013, ha iniziato una collaborazione specifica sulla fotografia per la pagina della cultura del quotidiano “Trentino”.
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