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Il prezzo della storia: Cristoforo Colombo e la lettera da un milione di euro

L’originale della lettera scritta da Cristoforo Colombo al re di Spagna per annunciare la scoperta del nuovo mondo è stata restituita il 18 maggio scorso all’Italia dagli Stati Uniti.

Biblioteca Riccardiana di Firenze
Biblioteca Riccardiana di Firenze

Fu rubata e sostituita con un falso alla Biblioteca Riccardiana di Firenze dove era custodita.
La scoperta dell’inganno data dal 2012 e segna l’inizio delle indagini avendo portato alla sua scoperta nella biblioteca del congresso americano, la quale ne era diventata proprietaria dopo averla ricevuta da un donatore anonimo, secondo quanto affermato dei custodi della biblioteca.
Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, si è detto fiero di questo rientro in patria perché non solo il documento porta «un notevole valore storico», il suo prezzo sul mercato non è da sottovalutare. Gli americani l’hanno pagata 400.000 euro, ma secondo gli esperti, “va cifrata a circa un milione”.

Cristoforo Colombo fu un navigatore genovese mandato dal re di Spagna Ferdinando d’Aragona nel 1492 con la missione di esplorare gli oceani allo scopo di scoprire le Indie. Mollò gli ormeggi nella notte del 11 al 12 ottobre dell’anno 1492. Un anno dopo, scrisse la lettera annunciando la scoperta di ciò che credeva fosse l’India. Sappiamo che accostò alle Isole dei Caraibi, precisamente nell’attuale Repubblica Dominicana.
Di seguito a questa scoperta, tutte le isole del pacifico furono prese d’assalto dagli spagnoli che massacrarono senza pietà le popolazioni locali.
Alla luce di queste tragiche conseguenze, a che cosa serve la lettera di Cristoforo Colombo?
Secondo Dave, uno tecnico scozzese, essa è il testimone della storia di quel periodo remoto, perché descrive con accuratezza lo stato dell’isola all’arrivo dell’esploratore: il documento è rivelatore della bellezza della natura e del carattere accogliente delle popolazioni. Il fatto che possa esser venduto è la conseguenza di richieste da parte di collezionisti per chi possedere un tale documento è percepito come segno di nobiltà; o semplicemente mezzo per vantarsi davanti agli amici.
Questa opinione è diversa da quella di Cirana, una caraibica per la quale “Cristoforo Colombo è sempre stato presentato a scuola come uno grande navigatore. Cercare al di là farebbe risorgere delle emozioni non sempre facili da gestire. D’altronde”, aggiunge, “ molte isole dei Caraibi fanno parte dell’Olanda e quindi dell’UE, e ciò fa comodo a tutti.”
Lami del Benin conserva lo stesso ricordo di Cristoforo Colombo e non cerca molto altro, “stanco in anticipo delle contestazioni storiche che nuovi elementi potrebbero sollevare”. Per lui, la storia fu scritta dai vincitori e questi ultimi hanno sempre ragione.
Che dire quindi dei massacri perpetrati dagli spagnoli ? Non sminuiscono il valore di quella lettera ?
“Non”, dice Dave. “Non è cinismo, ma se i caraibici fossero stati gli esploratori, avrebbero agito della stessa maniera, perché l’uomo è cattivo di natura.”
Conformismo o assimilazione ad oltranza della storia raccontata dai vincitori?
Per la stato italiano, va senza dire che Cristoforo Colombo fu un grande esploratore. La lettera riposa di nuovo al sicuro alla biblioteca di Roma, nell’attesa che un ricco amante di storia si disfaccia di un milione di euro per la sua acquisizione.

regineRégine Dang

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