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Scandalo Mose: chi doveva non vigilò. 50 senatori mettono sotto accusa l’opera di paratie mobili che avrebbe dovuto difendere Venezia

veneziaNella vicenda del MoSe il sistema di “vigilanza e controllo esercitato dalle amministrazioni pubbliche” si e” dimostrato “gravemente carente” e “non ha impedito il verificarsi di irregolarita”” che rivelano le gravi “criticita” della legislazione vigente in materia di opere strategiche”.
E” l”atto d”accusa contenuto in una mozione di 50 senatori (di diverse forze politiche e non tutti veneti) che approda oggi ai lavori di Palazzo Madama dopo una lunga anticamera. Secondo i senatori lo sviluppo del MoSe, il sistema di paratie mobili che dovrebbe evitare il fenomeno dell”acqua alta a Venezia, e” stato accompagnato nel corso dei decenni da “sistematiche interposizioni corruttive”, e lo stesso contratto tra Stato e ed ente attuatore “si e” rivelato palesemente inidoneo a prevenirle e svelarle per tempo, bloccandole alle origini”. Inoltre, nonostante molte responsabilita” siano ormai state appurate, devono ancora essere adottati “i provvedimenti necessari e conseguenti nei confronti dell”ampia rete di persone dedite alla distrazione di risorse pubbliche mediante corruzione, concussione, riciclaggio, costituzione di fondi neri e distorsione del sistema di appalti”.  Anche perche”, nonostante i ritardi e il continuo e “inquietante” aumentare dei costi, “nessuna iniziativa di rilievo risulta essere stata assunta per bloccare l”operato del sistema corruttivo” almeno fino “all”ultima ondata di arresti del giugno 2014″.
Inoltre, a fronte della presenza di studi che evidenziano una sostanziale inutilita” dell”opera e una criticita” del sistema di paratoie giudicato “dinamicamente instabile”, “e” prevalsa la volonta” di proseguire in un”opera la cui funzionalita” e” stata piu” volte messa in discussione da autorevoli considerazioni tecnico-scientifiche in mancanza di adeguato dibattito sulle possibili alternative” e si profilerebbe quindi la possibilita” di un “danno erariale”.
Sarebbe quindi necessario, sostengono i senatori, invertire “la tendenza sin qui seguita dalle istituzioni, per restituire credibilita” ed autorevolezza all”azione pubblica ed arginare il dilagare dei fenomeni corruttivi”. Oltre, naturalmente, a prevedere una serie di interventi sul MoSe stesso, come la “risoluzione di ogni contratto stipulato con il Consorzio Venezia Nuova”, ritenuto tra i principali protagonisti dei fenomeni illeciti, nonche” l”attivazione di un bando di gara internazionale per il servizio di manutenzione, che lo scorso aprile e” stato affidato proprio al Consorzio Venezia Nuova. (Fat/ Dire)
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