
“Come al solito non si tiene conto di chi vive nei territori più periferici ed è costretto a macinare chilometri per raggiungere i servizi essenziali. Per tutti loro l’abolizione del bollo auto – con conseguente aumento della benzina, secondo il senatore bellunese Giovanni Piccoli – potrebbe diventare un vero e proprio boomerang”.
Si tratta dell’ultima proposta al vaglio dell’Esecutivo, ovvero l’abolizione del bollo auto a fronte di un aumento della benzina, che potrebbe attestarsi tra gli 0,16 e i 20 centesimi al litro.
“La Cgia di Mestre ha calcolato che, sopra i 20 mila chilometri annui, non vi sarebbe alcun risparmio per gli automobilisti-consumatori. La soglia si abbassa a 15 mila per le macchine di bassa cilindrata. Questo ci deve fare riflettere: una tassa in meno rischia di diventare un salasso subdolo, perché spalmato su tutto l’anno e quindi difficilmente gestibile e quantificabile”.
“A maggior ragione, i danni si vedrebbero in particolari zone”, afferma Piccoli. “In un territorio montano e decentrato come la provincia di Belluno, ad esempio, muoversi con la macchina e percorrere diversi chilometri anche per trovare un negozio di alimentari aperto o una farmacia è la norma. Se i danni per i privati sono facilmente provabili, per autotrasportatori e imprese sarebbero evidenti: sulle aziende bellunesi, per esempio, i costi della logistica gravano enormemente, da sempre”.
“Senza contare che nei territori di confine, inoltre, si andrebbe soltanto ad aggravare il turismo della “benzina” verso i Paesi vicini dove il carburante già costa molto meno con conseguenti danni per i nostri operatori”, sottolinea Piccoli.
Tutte opinioni rispettabilissime che tuttavia non tengono conto che l’Italia sta già pagando sanzioni all’Europa per non aver abolito la tassa automobilistica entro i tempi prestabiliti. E questa volta lo deve fare, poiché nel 2017 le sanzioni aumenterebbero fino ad essere superiori alle somme riscosse dalla tassa stessa.


