
In Veneto sono stati individuati gli interventi infrastrutturali per i quali avviare la procedura di revisione prevista dalla L.R. 15/2015, tra questi risulta essere presente l’intervento Autostrada Regionale Medio Padana Veneta Nogara (VR) – Mare Adriatico e collegamento con la A22 del Brennero. Secondo la legge, ad esito dei lavori del Comitato Scientifico, l’Amministrazione delle Regione valuterà il permanere o meno del pubblico interesse dell’opera.
“Ricordo che la LR 15/2015, normativa che si occupa della realizzazione di infrastrutture di trasporto, progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali, è una delle prime leggi approvate dalla nuova giunta Zaia” spiega l’onorevole Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle. La normativa in questione prevede la revisione delle opere in project financing e quindi che le risorse per chiudere, senza contenziosi, opere in project financing non più attuali e insostenibili finanziariamente vengano reperite dal fondo delle manutenzioni stradali. “Chiaramente non si sanno quali opere saranno stralciate dalla commissione di revisione e quali saranno gli importi da liquidare, di conseguenza non si sanno quante risorse resteranno a disposizione per le manutenzioni stradali” sottolinea D’Incà.
Al momento l’autostrada Nogara-Mare, da quadro economico, dovrebbe costare 1.901.490.090,86€ “quanto saranno quindi gli indennizzi e quanti soldi saranno di nuovo sottratti alle manutenzioni stradali?”
In una precedente interrogazione sui fondi da destinare al Bellunese, la Regione aveva assicurato che non avrebbe fatto mancare i soldi a Veneto Strade e con l’approvazione della legge di stabilità 2016, la Regione ha dato 5 milioni a Veneto Strade togliendoli dai 40 milioni di trasferimenti alle province venete. “Quindi, se già il territorio bellunese ha visto un’ulteriore riduzione dei fondi regionali, a quali altri servizi dovrà rinunciare con il possibile indennizzo per il Project Financing della Nogara Mare? Manutenzioni stradali, cultura, istruzione? Sono d’accordo con quanto già affermato da altri soggetti del territorio veneto, la soluzione per garantire le manutenzioni stradali della rete regionale, servizio pubblico essenziale, è quella di rendere strutturali i fondi per le manutenzioni, rivedendo anche le varie convenzioni.
Inoltre – conclude D’Incà – dovrebbero essere punito, chi nel passato ha fatto uso indiscriminato dello strumento del Project Financing e che oggi mette in ginocchio il territorio Veneto.”


