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Migliaia di cittadini, rappresentati da 9 associazioni dicono NO al nuovo tentativo di realizzare una centralina idroelettrica in Valle del Mis

Valle del Mis
Valle del Mis

Nove associazioni hanno scritto alla Regione Veneto e alle autorità competenti per esprimere il loro dissesso al nuovo tentativo di realizzare una centralina idroelettrica nella Valle del Mis.

Ecco di seguito il testo completo della lettera

 

 

 

Spett.le Regione Veneto Settore VIA
Valutazione Impatto Ambientale
E P.C.
Al Governatore della Regione Veneto
Assessore Regione Veneto Giampaolo Bottacin
Al ministero per l’ambiente (Roma)
Al Presidente della Provincia di Belluno
Al Presidente del Parco Nazionale Delle Dolomiti Bellunesi
All’amministrazione del Comune di Gosaldo
All’Associazione Industriali della Provincia di Belluno
Ai proponenti società En & En
Agli organi di informazione stampa e televisione loro indirizzi

California di Gosaldo (BL) lì 14 marzo 2016

Oggetto: Progetto per la realizzazione di una centralina in alta Valle Del Mis Comune di Gosaldo (BL)

Siamo stupiti, basiti, nell’apprendere che si continuino a fare riunioni di commissione tecnica, VIA, in regione, perché non si trova il coraggio di applicare appieno la normativa nazionale e le direttive europee (Direttiva Acque 2000/60/CE, Habitat) circa la necessità di inviare al giudizio di Valutazione Impatto Ambientale il progetto richiamato.
Perché ?
Perché privare i cittadini di uno strumento utile ad evitare l’ennesimo disastro ambientale? Perché non applicare il principio di precauzione? Il valore della fauna ittica, diatomee, macrofite acquatiche,
macroinvertebrati è per i funzionari regionali assolutamente trascurabile? Come non si può capire che costringere un corso d’acqua al regime di magra per quasi tutto l’anno comporta un’alterazione
dell’habitat?
Il progetto per la realizzazione della centralina sul torrente Mis che peraltro si pone in continuità ad un’altra concessione approvata, poi commercializzata, lungo il tributario rio dei Molini (altrimenti detto Gosalda) trova la netta contrarietà delle Amministrazioni locali: Comune di Gosaldo, Provincia di Belluno ed anche il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Solo politici e funzionari della Regione del Veneto sembrano non avere ancora preso una netta posizione in merito. Per meglio dire, sembrano propensi a concedere in maniera sbrigativa nuove autorizzazioni.
Perché?
La zona interessata all’intervento è appena a monte della concessione n. 4143/2009 annullata, come ben noto, dalla Suprema Corte di Cassazione e che ha visto in questo modo soccombere, si i costruttori ma in particolar modo, i funzionari della Regione del Veneto che hanno, in questo caso, dimostrato di non conoscere e/o disconoscere le leggi nazionali.
Dicevamo: la zona, parte individuata come zona SIC ZPS, inserita tra i beni Patrimonio dell’umanità
(Unesco), in continuità con zone a tutela del Parco Nazionale Delle Dolomiti Bellunesi fu inoltre oggetto di una devastante alluvione (4 novembre 1966) della quale quest’anno ricorre il 50° anniversario. Alluvione che si succede ad altre devastanti, di metà 1800, nel 1952 e del 1964 e che precede la più recente ottobre 1993.

Il fenomeno catastrofico vide scomparire il paese di California (un centinaio di case più scuola chiesa e opifici). Proprio lì dove si vuole realizzare l’opera di presa. Il dottor Alvaro Valdinucci del Servizio Geologico di Stato e in seguito anche Il professor Geologo Vittorio Fenti diedero conto dello stato idrogeologico del territorio, stato che sarebbe opportuno evitare di manomettere per altri fini.
Nelle Commissioni Regionali istruite per la valutazione del progetto, sono emerse chiaramente delle
inesattezze di valutazione: una prima volta si trovò che gli elaborati progettuali contenevano parti di altri progetti per altri impianti su altri torrenti compresa la documentazione fotografica; una seconda volta si trovò che i proponenti dichiararono che non erano presenti nel torrente specie di fauna ittica protette trovate invece da successivi campionamenti eseguiti a cura del Parco NDB, Questi ultimi evidenziarono la presenza di Trota Marmorata e di Scazzone (Marson) (Salmo trutta marmoratus e Cottus gobio) che da soli dovrebbero suggerire l’abbandono dell’impresa.
Risulta che allo stato attuale non vi siano prove certe che le mitigazioni proposte dalla ditta siano poi
efficaci nel tempo. La Soprintendenza Dei Beni Ambientali una prima volta diede categorico diniego alla realizzazione proprio per l’elevato valore naturalistico della zona.
Tra le proposte di mitigazione si prospetta la realizzazione di una scala di monta, servirà? Le specie protette da tutelare hanno bisogno di ben altre attenzioni che una semplicistica scala di monta, anche ben realizzata.
Nulla sembrano valere le posizioni delle amministrazioni locali e del Parco NDB le quali hanno in corso progettazioni per la valorizzazione del sito sotto il profilo ambientale con realizzazione di tracciati culturali e naturalistici anche in interazione con il vicino comprensorio del Primiero (TN) i quali porteranno alla popolazione locale ben più ampi e duraturi benefici che la realizzazione, a beneficio di pochi, di un’opera privata su beni comuni. Opera che non si potrà sufficientemente mitigare. Impattante, con effetti mortali sulla fauna ittica, e sull’ambiente rivierasco.
Convinti che ci siano molteplici ragioni di legge per bocciare questa iniziativa, informiamo, con la presente, la costituzione di un Comitato per la tutela della Valle Del Mis che lavorerà in sinergia con le amministrazioni locali, e avrà lo scopo di esaminare, finemente in dettaglio, ogni documento che sarà prodotto per l’approvazione del progetto, richiamando alle rispettive responsabilità ogni singolo attore. Per promuovere poi, se necessario, ricorso dove e presso chi sarà deputato a verificare la liceità delle azioni e/o approvazioni.
Di ogni movimento passato e futuro sarà data, con ogni mezzo, ampia e completa divulgazione in modo che chiunque intenda procedere, eventualmente all’acquisizione della concessione e alla realizzazione dell’opera sappia che troverà CHIUSA ogni porta che sarà possibile chiudere.

Documento sottoscritto da:
WWF delegazione Veneto sezione di Feltre
CAI Veneto
Comitato Acqua Bene di Belluno
Italia Nostra Belluno
Lega Ambiente Veneto
Associazione pescatori Canne Blu di Agordo
Associazione Pescatori Agordino
Spinning Club Italia
Mosca club Valbelluna

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