
Curiose coincidenze sul progetto Terna nel Bellunese. Dopo le concessioni edilizie per ampliamenti di stazioni elettriche rilasciate prima dell’autorizzazione al progetto, i commissari della VIA nazionale che invece di valutare le criticità dettano le soluzioni. Dopo la bocciatura in consiglio comunale di Belluno dell’addendum C, con progetto ripresentato qualche mese dopo e imposto con l’accorciamento di due o tre tralicci, nonostante la posizione contraria della Regione Veneto alla “razionalizzazione”, che sembra non avere nessun valore, e nonostante il parere della VIA regionale, un tempo dato per determinante ma adesso che dovrebbe essere a favore dei territori non serve a nulla.
“Ebbene, dopo tutto questo – fanno sapere i Comitati civici della Valbelluna – negli ultimi giorni si è toccato l’inverosimile. Abbiamo scoperto che il Comune di Belluno ha affidato l’incarico diretto (ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e art. 5 del Regolamento comunale previsto per importi sotto i 40.000 euro) a dei professionisti esterni per costruire il piano strategico VAS (Valutazione ambientale strategica) e per le analisi ambientali necessarie per predisporre il nuovo PAT”.
“Il paradosso – sottolineano i Comitati civici – è che a vincere l’incarico per elaborare il Piano strategico di valutazione ambientale VAS al Comune di Belluno, è la stessa ditta che ha fatto lo studio di incidenza ambientale per il progetto Terna nel Bellunese. E dunque, a redigere e valutare le future infrastrutture e definire i corridoi energetici saranno sempre i medesimi professionisti, una volta per conto di Terna e l’altra per conto del Comune di Belluno”.
Perplessità che inducono i Comitati civici della Valbelluna a chiedersi con quale metodo siano stati selezionati i professionisti a cui affidare gli incarichi del Pat di Belluno e come mai nessuno abbia notato il conflitto di interessi.
