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Sappada se ne va da Belluno e dal Veneto

Massimo Vidori
Massimo Vidori

Per prima la considerazione meno importante, quella personale: mi spiace. Come bellunese la vivo come un pezzo della mia terra che se ne va. E’ certamente un sentimento e come tale irrazionale, ma anche schietto.
Le considerazioni di tipo politico sono ben altra cosa e non intendo nasconderle in equilibrismi retorici che appartengono ad altri.
Da indipendentista sono soddisfatto dell’ascolto che si sta dando alle legittime rivendicazioni di un territorio e della sua gente.
Tuttavia mi chiedo se l’orizzonte da Plodn sia abbastanza ampio. Si vede un miglioramento, ma credo non la soluzione.
Due conti: 700.000 euro all’anno è il mancato introito per il gabelliere italico sul quale si basava il placet governativo. E’ il valore economico del passaggio delle 616 famiglie del comune al regime di autonomia regionale del Friul: 1136 euro all’anno, meno di 100 euro al mese. Siamo sulla falsa riga degli 80 euro di Renzi e certamente la Serracchiani non metterà sul piatto ulteriori danari.
Quindi? Abbiamo ottenuto la vittoria dei valori identitari, ma solo il tempo ci dirà se sarà vittoria vera col miglioramento della qualità di vita dei Sappadini.
Il secondo risultato politico è l’abbattimento di una pietra d’angolo, sulla quale potrebbero franare i tre fronti delle Dolomiti bellunesi: Friul, Trentino e Sudtirol.
Sprezzanti e con la deferenza dei maggiordomi, i governanti italiani (sia a Roma che a Venezia) pilotano i destini della mia terra, incuranti delle incessanti e strutturate richieste delle terre alte.
Si muovono senza ascoltare, non sanno che programmare l’aumento delle tasse: il solo rincaro IVA sul pellet vale per i bellunesi un maggior esborso di quasi 5 milioni di euro al’anno!
A questi italici giannizzeri mi opporrò finchè saranno fuori dalla mia terra perché, se Italia significa difficoltà in tutto il Veneto, per le Dolomiti bellunesi significa morte. Oggi più di ieri e domani peggio.
Quanto a Sappada, quando tornerà nel Veneto assieme al suo Friul, sarà accolta festosamente, come è giusto che sia.
Per ora, sinceramente, gute Fahrt.

Massimo Vidori
coordinatore Indipendenza Veneta Dolomiti