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Dimissioni dall’Assemblea provinciale e dalla Direzione provinciale del Pd di Marco Reato

lettera 1Con la presente comunicazione, Vi invio le mie dimissioni, con effetto immediato,  dall’assemblea provinciale e dalla direzione del partito alla luce di alcuni semplici motivi che mi rendono moralmente incompatibile a tali ruoli e che cercherò di illustrare qui di seguito, senza la pretesa di essere esauriente.
In primis le ultime vicende riguardanti alcuni temi fondamentali per la nostra provincia che non sono mai stati oggetto di seria discussone da parte dei vertici del Pd locale, i quali invece hanno invariabilmente dimostrato di non volere intraprendere una linea politica chiara su questi temi.
In secono luogo, la mancanza di una presa di posizione in grado di marcare la distanza
dalle politiche regionali mi induce a pormi alcune domande sull’operato di un partito
sempre più incapace di interpretare i problemi della popolazione bellunese.
Basti pensare che all’interno degli organi di partito non è mai stato discusso nemmeno il
PSR, che denota una serie di lacune e gravi problematiche, mentre tale strumento sa
rebbe strategico in quanto la promozione turistica del nostro territorio dovrebbe obbligatoriamente passare anche attraverso la cura dell’ambiente che ci circonda
La tutela del territorio non può essere decisa esclusivamente sulla base di istanze
maturate all’interno di un contesto urbano come quello della città di Belluno, ma deve essere costruita sulla base di una pluralità di voci, espressione di tutto il bellunese. Non condivido l’impostazione “Bellunocentrica” che fino ad oggi ha pesantemente condizionato le politiche di governance del territorio bellunese. Il bellunese ha bisogno a mio avviso di essere riformato strutturalmente dalle zone periferiche fino al centro.
Non di meno ritengo politicamente grave che l’individuazione di alcune figure di vertice all’interno di enti provinciale non sia passata attraverso una forma di legittimazione, frutto di un sereno e partecipato confronto all’interno degli organi dirigenti del Partito democratico bellunese, ma sia scaturita da logica spartitorie.
Ciò risulta ancora più gravido di conseguenze se, come dovrebbe essere, il Pd bellunese dimostra di avere velleità di governo.
Ultimo ma non in ordine di importanza, è certamente la logica che finora ha retto il partito in provincia di Belluno ma non solo, e cioè quella di “un uomo solo al comando”che, con forte impronta dirigistica, condiziona le scelte del partito, le quali, ancora una volta, non sono oggetto di confronto democratico nelle sedi deputate.
L’idea di una società governata dai sindaci la trovo fallimentare e si sta dimostrando
deleteria per lo sviluppo delle nostre aree montane che stanno vivendo un momento di grande drammaticità dal punto di vista economico e sociale.
Queste le motivazioni che mi inducono a fare un passo indietro, anche in qualità di amministratore che cerca di tutelare il proprio territorio. Informo infine che provvederò
a tesserarmi al PD del Trentino. Presso tale partito ho avuto modo di riscontrare una maggiore sensibilità nei confronti delle problematiche che affliggono per le
aree periferiche ed una maggiore apertura nei confronti delle istanze di tutti i cittadini,
non solo quelli che abitano nella città capoluogo.
Con la presente colgo l’occasione di porgere i più distinti saluti a tutti i membri dell’assemblea del PD di Belluno e faccio i miei migliori auguri per il futuro.
Marco Reato
consigliere comune di Sovramonte