
Si è parlato a lungo delle centraline idroelettriche bellunesi nell’ultima riunione del consiglio regionale veneto e il Movimento 5 Stelle ha chiesto all’assessore regionale all’ambiente, Giampaolo Bottacin, il blocco delle concessioni e la presenza dell’assessore in commissione.
“Noi siamo a favore delle energie rinnovabili – spiega il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel – ma assolutamente contro lo sfruttamento del fiume Piave. Parlo dello sfruttamento degli impianti del cosiddetto mini-idroelettrico, dove il termine mini è appropriato solamente per il contributo energetico che apportano alla rete. Invece i termini di impatto ambientale sono altissimi”.
Il consigliere sottolinea come, a causa delle opere in questione, numerosi corsi d’acqua siano stati compromessi o addirittura sostanzialmente prosciugati dai molti impianti posti “in serie” lungo il corso del fiume e dei suoi affluenti.
“Tale sconsiderato sfruttamento ha già modificato drasticamente l’habitat naturale – avverte Scarabel – causando un incontestabile impoverimento della qualità ecosistemica e paesaggistica dei corpi idrici interessati, per non parlare dell’impatto sul turismo”.
La Commissione Europea sta inoltre indagando con procedure di infrazione sul Veneto a causa delle centraline idroelettriche che sono state concesse in contrasto con la Direttiva Acque: il M5S aveva chiesto alla giunta di riferire in consiglio come sta rispondendo la Regione a questa procedura di infrazione, chiedendo anche una moratoria per le nuove concessioni tramite una mozione votata ieri.
“L’Assessore Bottacin ha esposto in consiglio una sentenza della corte costituzionale che ha giudicato incostituzionale un caso identico sempre su delle concessioni ad energie rinnovabili. Tuttavia, durante il suo discorso, ha annunciato un provvedimento che di fatto ottiene lo stesso effetto – spiega Scarabel – dato che per avere la concessione non dovranno esserci altre centraline in un area di 10 km a monte di quella in esame”.
“Con questo nuovo vincolo che sarà approvato entro febbraio, come sostiene l’assessore, abbiamo tolto la richiesta di moratoria – annuncia infine il consigliere – e la giunta quindi ha votato a favore della nostra mozione, e l’assessore Bottacin verrà in commissione ambiente a relazionare sulla procedura di infrazione da parte della Commissione Europea”.
Sulla vicenda interviene anche il presidente del gruppo M5S alla Camera, il bellunese Federico D’Incà: “La montagna deve essere protetta – avverte questi – dobbiamo cercare ogni strumento legislativo che permetta di salvaguardare il nostro territorio impedendo che lo sfruttamento indiscriminato rovini per sempre ciò che la natura ha creato in millenni e che deve diventare fonte di reddito dal punto di vista turistico, e non speculazione per pochi. La mozione del M5S garantisce la sostenibilità e il futuro delle comunità locali”.


