
L’Amministrazione Comunale di Mel, più volte tirata in ballo negli articoli di stampa e nei commenti dei social media, vuole ribadire la propria posizione a riguardo della polemica sulle battute di caccia alla volpe effettuate all’interno della Riserva di Caccia Zumellese, regolarmente autorizzate dalla Provincia di Belluno.
“Senza voler entrare nel merito della polemica sollevata da un gruppo di persone, appartenenti a varie sigle di associazioni per la tutela degli animali, – scrive in una nota il sindaco di Mel Stefano Cesa – si vuole far presente come, nella giornata di sabato 9 gennaio, come programmato da calendario venatorio, contrariamente a quanto riportato nella stampa, si sia regolarmente e correttamente svolta tale battuta. Si ricorda che tale attività è autorizzata dalla Provincia di Belluno, così come accade in altre 17 riserve provinciali, con norme ancor più restrittive rispetto alla normativa regionale e nazionale.
Si è svolta, infatti, nella massima tranquillità, tale attività che ha riguardato la zona del Torrente Rimonta sotto la vigile presenza della Polizia Provinciale, del Corpo Forestale dello Stato, dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Anche l’Amministrazione Comunale era presente nelle persone del sindaco Stefano Cesa e dell’assessore Simone Deola al fine di vigilare sul corretto mantenimento di comportamento da parte di entrambi i gruppi.
A distanza di qualche giorno, è utile evidenziare alcuni aspetti: in primis il fatto che, onde evitare possibili tensioni, i cacciatori, oltre 150 persone, provenienti anche dalle riserve limitrofe, hanno volontariamente scelto di partecipare senza armi da fuoco per evitare possibili incidenti; in secondo luogo, va dato atto ad entrambi i gruppi, cacciatori da una parte e associazioni per la tutela degli animali dall’altra, che hanno svolto le reciproche attività in un clima di assoluta tranquillità e distensione.
Alla luce di ciò occorre però fare alcune riflessioni che purtroppo la stampa di questi giorni ha omesso.
Ci si chiede come mai e perché venga attaccato solo ed esclusivamente il Comune di Mel e ancor di più perché, tra tutte le 18 riserve in cui è stata autorizzata la battuta alla caccia alla volpe, solo ed esclusivamente in quella zumellese si siano concentrate le rimostranze delle associazioni per la tutela degli animali. Si ribadisce, per l’ennesima volta, che un’amministrazione comunale non ha alcuna competenza in materia di caccia.
Fa poi specie che si sia preso di mira il marchio di Bandiera Arancione del Comune di Mel; tale marchio è dato dal Touring Club Italiano a quei Comuni che si distinguono per la qualità dell’offerta turistica. Il Comune di Mel è fortemente impegnato nello sviluppo e nella promozione della propria offerta turistica e non ci si capacita di come un gruppo di poche persone sia riuscito ad infangare la reputazione turistica di Mel, richiedendo addirittura al Touring la revoca del prestigioso marchio. Forse negli altri Comuni Bandiere Arancioni la caccia è vietata?
Fa poi altrettanto specie che venga attaccata con tanta animosità la Riserva Alpina di Caccia di Mel, che da sempre si distingue per l’esemplarità e la correttezza nelle attività venatorie ed è impegnata, in maniera massiccia insieme ad altre associazioni, nel mantenimento del territorio, attraverso lo sfalcio dei prati in quota, il mantenimento dei sentieri e dei bivacchi, le uscite con le scuole per far conoscere la flora e la fauna del territorio.
L’auspicio – conclude il sindaco Cesa – è quello che, nella legittimità di ciascuna istanza, venga prima di tutto il rispetto per le persone e per gli sforzi che un territorio mette in atto per darsi un’opportunità diversa e che le rimostranze vadano sottoposte agli Enti competenti, nei tempi e nei modi corretti”.


