
“Il nuovo orario conferma tutte le nostre preoccupazioni sul destino della linea ferroviaria Belluno-Padova. Così come fatto ora determinerà la morte dell’intero sistema ferroviario Padova-Calalzo, con il declassamento di tutto il territorio a nord di Montebelluna. Chiedo con forza l’intervento dell’Assessore regionale ai trasporti perché riveda questa scelta, ed è tempo che anche i consiglieri e i sindaci leghisti tolgano la casacca verde e si facciano portatori del diritto dei cittadini di avere un sistema di trasporto pubblico se non efficiente e funzionale, almeno rispettoso delle persone”.
Questa la reazione di Laura Puppato, senatrice del Pd, alla pubblicazione dei nuovi orari di Trenitalia per il Veneto.
“Il nuovo orario evidenzia l’illogicità trasportistica ai massimi livelli, al punto da rendere evidente l’assenza di una volontà positiva di mantenimento della tratta. Infatti gli unici treni diretti mantenuti tra i due capoluoghi sono ad orari intermedi privi di senso logico, con arrivi a Padova alle 10.34 o alle 15.34, orari senza connessione alcuna con le ore di punta, quando tutti gli studenti e i lavoratori che dalla Pedemontana vanno a studiare e a lavorare a Castelfranco Veneto o a Padova” spiega la senatrice. “Il tempo per il cambio di tutti gli altri treni a Montebelluna è di una decina di minuti e l’esperienza ci dice che vi è ampio margine per perdere la coincidenza del nuovo stop ordinato a Montebelluna per chi arriva da nord, come già verificatosi spesso a Bassano del Grappa, che funge da rottura di cambio tra Padova e Trento – ha riferito ancora – il risultato sarà che a Montebelluna ci saranno treni fermi ad attendere l’arrivo della coincidenza e un piccolo ritardo in qualsiasi punto della tratta si ripercuoterà da Belluno a Padova”. “Infine, se e quando i viaggiatori arriveranno a Padova, potranno vedere partire i collegamenti ad Alta Velocità per Roma, Bologna o Milano – ha aggiunto – perché la cosa più incredibile è che i treni AV partono esattamente all’orario in cui arrivano i regionali da Montebelluna, così che l’utilizzo del treno verrà ulteriormente scoraggiato”.
“La situazione è grave, Regione e Trenitalia hanno confezionato un bel regalo di Natale a migliaia di cittadini che, da un giorno all’altro, si vedono di fatto estromessi dalla rete ferroviaria nazionale, sia regionale che AV.
Spero di sbagliarmi, ma l’obiettivo qui mi sembra abbastanza chiaro, ovvero rendere via via meno attrattiva la linea, fino a portarla alla sua definitiva chiusura” ha concluso.


