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La verità sul Piano Kalergi di Matteo Simonetti cattura il pubblico sabato all’Hotel Casagrande di Feltre

il piano kalergi feltrePiace all’estrema Destra, ma anche all’estrema Sinistra (per cercare di opporsi al disegno di frantumazione dell’identità nazionale delle élite, beninteso). Sia Forza nuova, che Sel, infatti hanno ospitato in questi ultimi mesi le presentazioni del libro “La verità sul Piano Kalergi” che l’autore Matteo Simonetti, giornalista, scrittore, oltre che docente di storia e filosofia, sta proponendo lungo tutta la Penisola.

A promuovere l’incontro di Feltre c’erano Davide Visentin e Giuseppe De Cet per Ordine futuro, l’associazione culturale vicina a Forza nuova.

Sabato pomeriggio nella Sala conferenze dell’Hotel Casagrande di Feltre, una sessantina di persone hanno ascoltato con interesse le teorie del nobile austro ungherese Kalergi, che il professor Simonetti con il suo volume, per primo in Italia ha reso disponibili con la traduzione dei due libri introvabili “Paneuropea” del 1923 e “Praktischer Idealismus” del 1925.

Tra il pubblico c’era anche il prete lefebvriano don Floriano Abrahamowicz, quello delle frasi shock sulle camere a gas “esistite almeno per disinfettare”, che nel suo intervento ha sostenuto il braccio armato del Cristianesimo alle Crociate, per sbarrare la strada all’Islam.

Von Kalergi – ha spiegato l’autore Simonetti – già negli anni ’20 teorizza i futuri stati d’Europa, che sarebbero stati popolati da una mescolanza di razze, l’introduzione di una moneta unica, e una élite al potere accuratamente selezionata attraverso l’eugenetica.

Ed è impossibile oggi liquidare come complottista questa teoria. Kalergi, infatti, gode di una elevata credibilità, è ritenuto uno dei fondatori dell’Unione europea. Nel 1950 è stato insignito del Premio Carlo Magno. In suo onore verrà poi istituito il Premio Kalergi agli europeisti che si siano particolarmente distinti.

E oggi, alla luce delle immigrazioni di massa che negli ultimi anni hanno messo a dura prova lo stato italiano, non si può far a meno di collegare il fenomeno con quanto teorizzato da Kalergi, che auspicava l’abbattimento dell’identità nazionale con la creazione di un gregge multietnico eurasiatico-negroide facilmente dominabile dall’élite. Un’élite che il conte austriaco egli stesso massone, identifica nella saldatura tra ebrei, massoneria e Stati Uniti.

E quand’anche potesse sembrare bizzarra questa ipotesi, non possiamo chiudere gli occhi dinanzi ad una serie di fatti politici che, se non fosse morto da oltre quarant’anni, sembrerebbero essere stati ordinati da Kalergi in persona:

Nel 2001 l’Onu pubblica uno studio sulla necessità di provvedere ad una “immigrazione sostitutiva” nel vecchio continente.

Nel 2007 Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea alla London School of Economist parla di Piani UE per sostituire gli autoctoni con immigrati.

Alla fine del 2013 a seguito del naufragio di Lampedusa  (366 morti e 20 dispersi) il governo Letta avvia l’Operazione Mare Nostrum per il pattugliamento del Canale di Sicilia con finalità di prestare soccorso ai migranti.

Dal novembre 2014 Mare Nostrum è sostituita da Triton con l’impiego di navi della Marina militare per prestare soccorso ai barconi e trasportare i migranti sulle nostre coste.

Nell’agosto 2015 al meeting di Rimini il ministro dell’Economia Padoan dice: “L’Italia è troppo vecchia, gli immigrati ci aiutano”. Nel 2014 sono entrati in Italia 170mila migranti, il triplo del 2013. E fino a settembre del 2015 136mila sono arrivati via mare.

Il 26 ottobre 2015 Jean Claude Junker, presidente della Commissione UE annuncia la creazione di 100mila nuovi posti per l’accoglienza dei migranti.

Probabilmente è il caso di chiedersi da che parte stanno i nostri governanti: con Kalergi e la frantumazione degli stati nazionali, o con i popoli europei?

(rdn)

 

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