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Sopralluogo centralina Ponte nelle Alpi. “E’ un’aggressione al territorio. Rigettiamo il progetto in toto”! Vendramini e Orzes rigettano il progetto e si rifiutano di assistere alla presentazione dei tecnici della società proponente

centralina paolo vendramini ezio orzesNon c’è stato nessun margine di discussione, nulla di cui trattare, questa mattina nella sala del Municipio di Ponte nelle Alpi dove i tecnici della società proponente la centralina sul Piave avrebbero dovuto illustrare il progetto all’amministrazione comunale.

“Per noi è un’aggressione a livello ambientale, un’invasione del nostro territorio con procedure anomale e dunque rigettiamo il progetto in toto – ha tagliato corto il sindaco Paolo Vendramini – e quindi rifiutiamo qualsiasi tipo di presenza sia qui sia al sopralluogo”.

L’assessore all’ambiente Ezio Orzes ha rincarato la dose “Basta centrali, il manifesto qui fuori del Municipio,  è un urlo della nostra gente. Noi abbiamo bisogno che le forze dell’ordine ci difendano da questa aggressione. La Piave è il fiume più artificializzato d’Europa, ed è considerato un esempio negativo di artificializzazione. Ed è ridicolo che qualcuno oggi pensi di presentare ancora tre progetti lungo l’asta del fiume.

E perché lo si fa? – ha proseguito Orzes nella sua arringa dinanzi ai tecnici della ditta proponente ammutoliti – Non certo per la produzione di energia elettrica, che è irrilevante rispetto al fabbisogno nazionale quella prodotta dalle centraline. Ma lo si fa perché c’è una speculazione in atto, questi progetti sono super incentivati con soldi pubblici che, sfruttando il territorio, passeranno nelle mani delle ditte private e quindi dei proponenti il progetto. E noi non siamo disponibili a sacrificare il nostro territorio né i nostri soldi in questo modo.

Voi avete presentato un progetto sotto il ponte di Ponte nelle Alpi che è il simbolo del nostro Comune. Voi l’avete fatto in modo irrispettoso, solo perché c’è una normativa che ve lo consente, senza nemmeno interloquire con l’amministrazione comunale. 

Noi vogliamo che le acque scorrano libere e le genti siano libere di difendere i beni comuni. 

Noi vogliamo, come amministrazione comunale, decidere sul territorio che governiamo. 

Noi abbiamo una  posizione chiara rispetto al vostro progetto, non lo vogliamo! 

Noi quindi non staremo qui ad assistere alla presentazione tecnica del progetto, perché è mancato il rispetto da parte dei proponenti che si sono permessi di presentare un progetto ad alto impatto ambientale sul territorio del nostro Comune. 

Noi chiediamo che ritiriate questo progetto, in caso contrario lasceremo l’aula”. 

Con questa ultima e perentoria frase di Orzes, si è chiusa a un’altra puntata della odiosa speculazione delle centraline idroelettriche. Una chiusura totale che suona anche come un messaggio forte e chiaro alla Regione: i rappresentanti eletti dal popolo devono poter decidere sul loro territorio in forza del tanto sbandierato principio della sussidierietà.

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