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venerdì, Ottobre 23, 2020
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I Cinque stelle beccano ancora il Pd a difendere la lobby del gioco d’azzardo dalle Regioni anti-slot

5-stelle-beppe-grillo-130x130“I nostri colleghi in Parlamento hanno beccato ancora il Pd a difendere la lobby del gioco d’azzardo dalle Regioni anti-slot. Lo fa con l’emendamento ‘porcata’ 48.02  a prima firma Santini (Pd di stretta osservanza renziana) che limita di nuovo il potere di Regioni e Comuni nel combattere l’azzardopatia e di fatto spiana la strada ai ricorsi delle società del gioco d’azzardo contro le amministrazioni che limitano il fenomeno. Con ottima possibilità per le lobby dell’azzardo di vincerli”.

A riferirlo sono i consiglieri regionali del Veneto del Movimento 5 Stelle.

“Andiamo nei dettagli e spieghiamo il trucco di questo emendamento. Nel comma 2 dell’emendamento è scritto chiaramente: “le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni della presente legge che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in material di gioco, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatori nazionale di fonte primaria in materia di giochi pubblici”.
Avete letto bene, si dice chiaramente “astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatori nazionale” in pratica addio ai Comuni e le Regioni virtuose che vogliono limitare il fenomeno dell’azzardopatia che oramai colpisce quasi un milione di cittadini, ci costa 3,5 miliardi di euro di mancata Iva sui consumi e 6 miliardi di costi sociali e sanitari utilizzando i parametri di uno studio dell’Università di Neuchatel.
Se verrà approvato questo emendamento del Pd in pratica metterà la museruola non solo ai Comuni e Regioni già virtuose ma impedirà che nuovi Comuni e Regioni potranno diventarlo nella lotta all’azzardo.

IL TRUCCO DEL GOVERNO: MENO CONCESSIONI MA PIU’ TERMINALI GIOCO E VLT ! Ma non è finita. A pagina 68 della relazione tecnica sulla legge di stabilità viene smontato il ‘mito’ rendiamo della riduzione del gioco d’azzardo. Come denunciar a suo tempo il governo giocava alle tre carte sulla ‘riduzione’ dell’offerta del gioco’.
La prova. Ecco il testuale: “L’importo ridotto previsto per i ‘corner’ deriva dalla considerazione che i ‘negozi del gioco’ possono ospitare rispetto alla precedente tipologia di esercizi un numero maggiore di terminali di accesso al gioco, nonché l’esercizio di altri giochi come ad esempio quello mediante apparecchi da intrattenimento della tipologia VLT”.
Tutto questo mentre le associazioni chiedono di sostenere senza se e senza gli emendamenti per vietare la pubblicità sul gioco d’azzardo e migliaia di cittadini stanno inviando mail ai senatori della Commissione Bilancio”.

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