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martedì, Ottobre 27, 2020
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Il fagiolo Gialet va ad Orvieto. Laura Solinas: “Annata drammatica per i fagioli di tutta Italia. Ci auguriamo che anche la Valbelluna promuova un marketing territoriale per la diffusione dei legumi”

Palazzo del Popolo di Orvieto
Palazzo del Popolo di Orvieto

Questo ultimo week-end, una rappresentanza di produttori di fagiolo Gialét della Valbelluna – presidio Slow Food® si è recato a Orvieto, nello storico e suggestivo Palazzo del Popolo, per partecipare a SlowBeans, la mostra-mercato nazionale di legumi italiani di pregio, presidi Slow Food® . Giunta ormai alla sesta edizione, dal real collegio di Lucca si è trasformata in una rassegna itinerante, sempre mantenendo lo spirito di confronto a tutto campo tra prodotti, ricette, territori: comprese le “fagioliadi”, gara di piatti cucinati dai produttori che ha visto vincitore assoluto nel 2014 il pregiato legume bellunese.
Quest’anno abbiamo ceduto la palma al cannellino di Atina cucinato col baccalà., in una competizione che ha visto vincitori e vinti comunque apprezzati e accomunati da punteggi vicini.

“L’annata è stata drammatica per i fagioli di tutta Italia – spiega Laura Solinas, presidente dell’Associazione per la tutela del fagiolo Gialét della Valbelluna presidio Slow Food – con rese spesso a 1/6 della media abituale anche in luoghi votati e con una tradizione consolidata. Anche nella nostra Provincia il caldo eccezionale nel periodo della fioritura ha impedito l’allegagione, decurtando sensibilmente i raccolti. Le piante si sono riprese, ma l’esperienza comune è di scarsissimo raccolto con molti fagioli immaturi all’arrivo dei freddi che segnano la fine delle piante: un monito sull’importanza di riconoscere i fattori che permetteranno di adattarci ai cambiamenti climatico in atto .

 

Laura Solinas
Laura Solinas

Gli amici di Slow Food Umbria – prosegue Laura Solinas –  ci hanno accolto con grande ospitalità, organizzando momenti conviviali e un interessante convegno sulla tutela della biodiversità nelle aree interne, tema affrontato con viste dall’archelogico-culturale all’economico, affrontando il tema della conoscenza e valorizzazione anche in chiave di contrasto all’abbandono del territorio: un problema comune alle nostre terre.
L’occasione è stata come di consueto un momento di confronto tecnico tra i produttori, e di riflessione sulle strategie e sul comune impegno per la diffusione dei legumi in Italia, sottolineandone gli aspetti legati alla cultura dei territori, e il ruolo di traino identitario e di potente mezzo di marketing territoriale. Ci auguriamo che anche la Val Belluna colga questo tipo di occasioni, noi cerchiamo di fare la nostra parte coltivando relazioni e legami oltre che fagioli”!

Per info:
https://slowbeans.wordpress.com/

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