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Bollo veicoli storici ultraventennali: una storia di ordinaria burocrazia italiana

bollo-autoParliamo della vecchia questione delle auto storiche dai 20 ai 30 anni. Quelle, per capirci, che la Regione Veneto per equipararle alle ultratrentennali con bollo forfettario sulla circolazione pretendeva l’iscrizione all’Asi. Ebbene, nel corso degli anni c’è stata l’autorevole pronuncia della Corte di Cassazione, che con sentenza n.3837/13 nella sostanza ha bacchettato Asi e Regione Emilia Romagna. Secondo la suprema Corte, infatti, l’art.63 commi 1 e 2 della L.342/2000 istitutiva dei benefici per le auto storiche,  “per fruire del beneficio fiscale – recita la sentenza – non viene espressamente richiesta l’iscrizione del veicolo ai registri Asi o Fmi”.   Sentenza Cassazione n.3837/13: http://www.entinoprofit.org/userfiles/files/sentenza_cassazione_3837_2013.pdf

La questione è tornata alla ribalta di recente dopo che lo Stato, con Legge 190/2014 (Legge di stabilita’ 2015), intervenendo sull’art. 63 della legge 342/2000 aveva cancellato l’esenzione dal pagamento del bollo per i veicoli e motoveicoli ultraventennali. La Regione Veneto (giunta Zaia 1 fine mandato) aveva ripristinato i benefici ai veicoli ultraventennali a partire dal 28 aprile 2015 in forza della legge regionale n.6/2015. Era quindi intervenuto il Dipartimento delle Finanze (http://www.finanze.it/export/download/novita2014/Risoluzione_n._4-Tasse_automobilistiche.pdf) dicendo che le normative regionali che continuano a prevedere l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica sono illegittime.

Nuova replica delle Regioni che contestano il potere di intervento del Dipartimento delle Finanze, sostenendo che solo la Corte Costituzionale può dichiarare illegittima la loro legge e quindi farla decadere.

Orbene, ma allora le auto e le moto con più di 20 anni e meno di trenta devono pagare il bollo nella Regione Veneto?

Dipende, se lo chiedete alla Regione Veneto vi diranno che si paga solo in caso d’uso la tassa forfettaria come per le ultratrentennali. Dal 28 aprile 2015, infatti, è in vigore la legge regionale del 27 aprile 2015, n. 6 “Legge di stabilità regionale per l’esercizio 2015” che ha ripristinato i benefici. (http://www.regione.veneto.it/web/tributi-regionali/veicoli-storici)

Se lo chiedete allo Stato, quindi al Dipartimento delle Finanze o Direzione delle entrate, invece, vi diranno che va pagato per intero sulla base dei kilowatt. Poiché la tassa automobilistica, anche dopo l’emanazione delle disposizioni in materia di federalismo fiscale contenute nel D.Lgs. 6 maggio 2011, n. 68, non può essere annoverata tra i “tributi propri” della Regione, ma tra i “tributi propri derivati”, cioè quelli “istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni”.

 

 

 

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