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martedì, Maggio 11, 2021
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55 fuochi riaccendono il desiderio di autonomia

Bard fuochi autonomia“Soddisfatti per la risposta dei bellunesi, i nostri fuochi hanno riacceso e dimostrato la voglia e il bisogno di autonomia della nostra terra. Ora tocca a chi ha preso impegni precisi con il Bellunese mantenere i patti”. Mentre in tutta la provincia continuano ad ardere i fuochi autonomisti, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti tira il bilancio della manifestazione, giunta al suo quarto anno di vita.
“Mai così tanti fuochi, sono stati ben 55 quelli che ci sono stati comunicati. – spiegano dal Bard – E’ il segno che il messaggio è passato: i bellunesi hanno capito che questo è il momento decisivo, che il nostro territorio è a rischio da ogni punto di vista. I servizi, l’acqua, l’ambiente: non possiamo veder sparire tutto senza nemmeno provare ad alzare la testa”.
Dagli esponenti del movimento ai rappresentanti delle associazioni, dai sindaci ai giovani: sono centinaia i bellunesi che hanno acceso un fuoco per lanciare un messaggio chiaro: io resisto.
“Fin dalla prima edizione – ricordano dal Bard – il motto dei fuochi è stato: non spegnete la montagna. I falò che hanno illuminato le Dolomiti, i fiumi, i laghi, le valli, sono riusciti ancora una volta a lanciare questo appello”.
Ma una volta spente le fiamme, il fuoco autonomista continuerà ad ardere nel Bellunese, e dal Bard richiamano le forze politiche al rispetto degli impegni: “Abbiamo dimostrato che l’autonomia non è un capriccio, ma una necessità. Lo diciamo noi, lo hanno ribadito questa sera i bellunesi: chi siede ai posti di comando, rispetti la volontà della nostra gente. La Regione tuteli la sanità di montagna, assegni competenze e risorse alla nostra Provincia, accolga la richiesta di moratoria sulle centraline idrolettriche presentata un paio di settimane dal MoVimento 5 Stelle; il Governo, da parte sua, – concludono dal Bard – rispetti l’accordo sull’elettività della provincia e i dettati della legge Delrio, cancellando i tagli a risorse e servizi per le province montane. Se ognuno farà la propria parte, questo territorio avrà futuro. I bellunesi lo hanno dimostrato, oggi come sempre; ora tocca alla politica”.

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