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Impianti idroelettrici in Comelico: richiesta in Regione una terza autorizzazione sul torrente Digon. La segnalazione dell’onorevole D’Incà

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

L’onorevole Federico D’Incà, presidente Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha portato all’attenzione dei consiglieri regionali del suo gruppo la questione delle centrali idroelettriche sul torrente Digon in Val Comelico (BL). Oltre 100 nuovi impianti mini idroelettrici sono in autorizzazione nella sola provincia di Belluno, il cui territorio ricade per oltre il 50% nelle rete delle Zone Natura 2000 e in molte valli di accesso a Siti Unesco.

Tra gli impianti in fase autorizzativa si segnala quello presentato dalla società Cadis srl per l’installazione di un nuovo impianto idroelettrico sul torrente Digon nei Comuni di San Nicolò Comelico e Comelico Superiore. Si tratta del terzo progetto di centralina idroelettrica sul torrente Digon in Val Comelico, da realizzarsi nella parte più a monte rispetto alla centralina in esercizio del Comune di S. Nicolò Comelico e ad un altro progetto (ex IDREG) in fase autorizzativa avanzata.

“In 6500 mt verrebbero realizzate 3 traverse, 3 opere di presa e 3 centrali idroelettriche in aree di grande valenza ambientale e paesaggistica, all’interno di siti SIC (sito d’interesse comunitario) e in ZPS (zone di protezione speciale) inseriti nella Rete Natura 2000: zone sottoposte a vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici” sottolineano i consiglieri regionali che hanno inviato un’interrogazione al governatore Luca Zaia, agli assessori all’ambiente Gianpaolo Bottacin, all’economia e sviluppo montano Federico Caner, al territorio e tutela del paesaggio, parchi e aree protette Cristiano Corazzari e all’energia Roberto Marcato.

L’ultima Conferenza dei Servizi del 24 febbraio 2015, relativa al progetto Cadis sul torrente Digon, è stata sospesa con una nota della Sezione Difesa del Suolo. Le motivazioni riguardano le procedure d’infrazione della Commissione Europea relative al non corretto recepimento da parte dell’ Italia dei criteri per la Valutazione di Impatto Ambientale. Nel procedimento relativo all’approvazione del progetto, la Commissione Tecnica Regionale Ambiente (CTRA) non ha mai convocato e interpellato la Sezione Parchi Biodiversità Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori facente parte del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Veneto “pur rientrando obbligatoriamente tra i soggetti preposti ad esprimersi nelle procedure autorizzative relative alle centraline idroelettriche” ribadisce il MoVimento 5 Stelle.

Nell’agosto del 2015, la Sezione Parchi Biodiversità Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori emette un documento in cui dichiara che il Progetto CADIS srl sul Torrente Digon “non riporta tutti gli elementi adeguati per la verifica di assoggettabilità, in particolare riferiti agli aspetti relativi all’analisi idrologica, agli aspetti idraulici, agli impatti cumulativi e al mancato rispetto delle Direttive Quadro Acque 2000/60/CE”.

Durante la fase istruttoria del progetto sul torrente Digon sono stati ignorati non solo privati, associazioni di categoria e stakeholders, ma anche gli enti e le istituzioni che sono deputati al presidio del territorio. “Chiediamo per questo di sospendere l’iter in essere e ripartire nuovamente con la presentazione del progetto mediante la stesura di un calendario di audizioni pubbliche presso tutti i comuni coinvolti direttamente dalla realizzazione del progetto e indirettamente dagli effetti dall’opera stessa” scrivono i consiglieri regionali.

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