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venerdì, Febbraio 26, 2021
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Il Movimento 5 Stelle risponde all’appello del sindacato di polizia. D’Incà: ” “Fondamentale il presidio del territorio: no al taglio della questura”

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

“Se è vero che la sicurezza e la tranquillità sociale sono fattori non abdicabili per la serena convivenza e crescita di un territorio, le forze preposte a sua garanzia non possono e non devono essere interpretate come una spesa da sforbiciare ma come una risorsa su cui investire.”
E’ questo l’appello inviato dal Sindacato Unitario Lavoratori Polizia, a tutti i parlamentari bellunesi e alle altre autorità della provincia.

Appello a cui ha prontamente risposto il Deputato D’Incà (M5S) incontrando il Segretario Provinciale Oscar Arboit, mittente della lettera, nei giorni scorsi a Belluno.

“E’ fondamentale il mantenimento del presidio del territorio – afferma D’Incà – Già ora molto spesso di notte abbiamo una copertura limitata della provincia da parte della polizia per mancanza di risorse. Oggi anche le nostre comunità, prima protette, si trovano sotto scacco di ladri e malintenzionati che non permettono una vita serena dei cittadini.”

Nel comunicato di Arboit si legge che lo stesso spostamento del “centro decisionale” da Belluno a Treviso appare una scelta perlomeno discutibile: le scarse affinità territoriali, le diverse modalità d’approccio e la diversità della portata dei problemi sotto ogni profilo, inducono il Sindacato a ritenere che l’operazione consegua effetti di dissolvimento delle già carenti risorse presenti in Belluno. Anche la semplice valutazione delle caratteristiche territoriali del bellunese (ambiente montano, ampiezza, complessità viaria con le connesse difficoltà e precarietà dei sistemi di collegamento stradale e ferroviario) farebbe propendere per il mantenimento in sede almeno della Questura quale autorità tecnica nelle gestione delle emergenze.

Valutazione che trova il pieno sostegno del Parlamentare grillino: “Non possiamo pensare di perdere il presidio del territorio e la Questura: tutto questo farebbe pensare all’abbandono della montagna veneta da parte delle forze dell’ordine.”

Il Sindacato Polizia non usa mezzi termini per descrivere il proprio disappunto: “Ci apprestavamo a lamentare l’ennesimo schiaffo ricevuto per i mancati rinforzi pur promessi dal Dipartimento della P.S. ed invece ci troviamo a dover caparbiamente difendere almeno gli attuali assetti a tutela dei cittadini.
Eravamo stati scaramanticamente profetici nell’affermare che questa provincia, almeno per quanto attiene la gestione della P.S., è un territorio non solo marginale ma emarginato.”

D’Incà conclude: “Abbiamo bisogno invece di investire su tecnologia e presidio in modo da permettere maggiore sicurezza del cittadino e prevenzione dal crimine.”

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