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sabato, Maggio 8, 2021
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Una via ferrata per la memoria sul Vajont

vajontUna via ferrata con finalità didattiche sorgerà nella Valle del Vajont. E’ questo uno tra gli obiettivi del progetto inserito nel Programma Interreg IV Italia-Austria “Studio di una Linea Guida per la messa in sicurezza delle vie ferrate e di sentieri attrezzati nell’arco alpino”.

La ricerca, capitanata dal Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto, appoggiato dall’Università di Salisburgo, da Dolomiticert e dal CAI Veneto, parte da una tendenza che ha registrato un boom nella frequentazione delle vie ferrate: basti pensare che, secondo i dati raccolti, nelle sole Dolomiti Bellunesi sono centinaia di migliaia i passaggi degli escursionisti che ogni anno si affidano a 40km di cavi delle 56 ferrate e dei 73km di sentieri attrezzati. Ciò accade in parallelo anche sul versante austriaco e questo ha sancito la partnership transfrontaliera che lavorerà per appianare le problematiche insorte da questo incremento massiccio degli appassionati.

Lo studio, infatti, vuole arrivare alla stesura di una linea guida per l’installazione ed il collaudo delle vie ferrate per uniformare in tutto l’arco alpino la realizzazione, l’installazione, il collaudo e la manutenzione dei nuovi tratti attrezzati, o di quelli già esistenti. Ciò avverrà partendo da un’analisi precisa di caratteristiche e differenze delle vie attualmente presenti e dalla valutazione delle diverse modalità di gestione. Poi si passerà all’identificazione dei materiali più idonei alla realizzazione delle ferrate, puntando anche all’ecosostenibilità degli stessi, fino ad arrivare alla definizione dei protocolli di prova per la caratterizzazione dei materiali e dei componenti utilizzati.
Ma dalla teoria alla pratica, il passo sarà breve: dopo aver redatto questo manuale di fondamentale importanza per la sicurezza, il team italo-austriaco progetterà un tratto di via ferrata, installandolo secondo quanto precedentemente prestabilito.

E nell’ultimo meeting tra i partner la scelta è ricaduta proprio sul Vajont: questo anche per il valore simbolico del tratto, che verrà dedicato alla memoria della tragedia. Incaricati del collaudo saranno, ovviamente, gli uomini del Soccorso Alpino, che eseguiranno prove di evacuazione e simulazioni di intervento: l’idea è di concludere il progetto in quest’occasione, creando un suggestivo evento aperto al pubblico.

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