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venerdì, Ottobre 30, 2020
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Sanguineti racconta Sonego, ed è un successo. Folto pubblico alla presentazione del libro “Il cervello di Alberto Sordi – Rodolfo Sonego e il suo cinema”

sanguinetiDebolezze, ossessioni, vizi privati e pubbliche virtù dei personaggi del cinema d’autore italiano del ‘900. Li ha raccontati mercoledì pomeriggio alla libreria Gulliver di via Mezzaterra a Belluno proseguendo poi nella stessa serata nell’Aula magna dell’Istituto tecnico Tatti Sanguineti, critico cinematografico, giornalista, attore, autore televisivo, documentarista, sceneggiatore e regista italiano alla presentazione del suo libro “Il cervello di Alberto Sordi – Rodolfo Sonego e il suo cinema” con moderatore Mario Maffucci, giornalista autore e dirigente televisivo italiano.

Un doppio appuntamento di successo, che ha visto una grande partecipazione di pubblico interessato ad ascoltare la storia forse ancora poco nota di un bellunese illustre. Veniamo così a sapere che Alberto Sordi amava farsi accompagnare da una ventina di suore, chissà, forse per garantirsi una corsia privilegiata per l’aldilà. Walter Chiari era un intrattenitore nato, anche quando indossava l’uniforme della Decima Mas, eppoi nella vita era un uomo dal fascino irresistibile. Ma odiava Sordi, e guardava il cinema come colui che per un soffio era rimasto fuori dalle porte del paradiso. Carlo Ponti s’inventava di tutto per non pagare. Ma c’è anche l’inossidabile Giulio Andreotti che nelle sue 19 sedute con Sanguineti che diventeranno certamente un libro, insegna che non si deve leggere in pubblico, altrimenti chi ascolta si annoia, e che non si devono nemmeno far conoscere in anticipo le domande all’intervistato, o il lettore percepirà l’accordo tra i due. E vero che Andreotti con la sua censura ha ammazzato 5 film, ma è altrettanto vero che ne ha consentito la realizzazione di almeno 5mila. Rodolfo Sonego era un grande narratore, quello che oggi si chiama storyteller, di cui Sanguineti traccia un alto profilo.

Tatti Sanguineti
Tatti Sanguineti

“Il cinema italiano negli anni ’50 e ’60 pullulava di geni – prosegue inarrestabile Sanguineti, che parla a ruota libera dinanzi ad un pubblico incantato – ma non c’era concorrenza tra loro, come oggi che si parlano addosso”. L’incontro tra Sonego e Sordi avviene quando l’attore romano è comunista, in balia di Ettore Scola. Ed i comunisti in quegli anni avevano la supremazia culturale nel cinema. Sonego non è ancora nessuno, è solo un uomo “che vuole mangiare tutte le sere”. Siamo nell’immediato dopoguerra, “ci chiedevamo ogni mattina cosa avremo mangiato la sera” racconta Sonego a Sanguineti. “A 9 anni decisi che non avrei fatto la vita da morto di fame di mio padre” è sempre Rodolfo Sonego a parlare con Sanguineti, che oggi ricorda questo straordinario bellunese “cervello di Alberto Sordi”, che ebbe la capacità di raccontare l’Italia e gli italiani. “Sonego colorava, arricchiva – racconta Sanguineti – era un uomo che, abituato alle privazioni della sua infanzia, non buttava via nulla, e attingeva dalla cronaca dei giornali per le sue sceneggiature. Un semplice ritaglio nelle sue mani, infatti,  poteva diventare un formidabile soggetto. Nel 1950 Sonego incontra Sergio Amidei, che era stato lo sceneggiatore Roma città aperta diretto da Roberto Rossellini, celebre film del neorealismo cinematografico italiano con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Il cinema – sottolinea Sanguineti – restituisce l’onore all’Italia, che aveva iniziato la guerra a fianco a Hitler e la terminava con gli anglo-americani. Sonego inventa il ‘personaggio collettivo’, nel film La spiaggia di Lattuada protagonisti sono i lavoratori che scendono dal treno alla stazione ferroviaria di Spotorno. Così come nel film Lo scopone scientifico è la borgata il personaggio collettivo, con una parata di persone, il postino e tutti gli altri poveri. Quello della povertà, insomma – conclude Sanguineti – , è sempre stato un tema ricorrente nelle sceneggiature di Sonego, ex capo partigiano, e poi ‘capo militare’ del Pci”.
Ha organizzato l’appuntamento l’Associazione Vivaio Dolomiti, l’Associazione culturale Tina Merlin. Con il patrocinio di Isbrec e Soroptimist.

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