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Buona Scuola. Per i 5Stelle è una deportazione: “solo dal nostro ricorso arriva una speranza”

Jacopo Berti - Movimento 5 Stelle
Jacopo Berti – Movimento 5 Stelle

La maggioranza dei docenti assunti nella “Fase B” della riforma chiamata “la buona scuola” è costretta a trasferirsi dall’altra parte d’Italia, molti degli insegnanti veneti andranno al Sud o altrove, mentre in Veneto la metà degli assunti arriverà dal Mezzogiorno. I consiglieri M5S della commissione istruzione Erika Baldin e Simone Scarabel commentano: “Quella degli insegnanti coinvolti nella ‘buona scuola’ è una ‘deportazione’. Se per lavorare sei costretto ad un migrazione forzata dall’altra parte d’Italia, pena la cancellazione da ogni lista, il termine più adatto è questo”. Sono infatti 7 mila su 9 mila proposte, i docenti costretti a spostarsi fuori dalla Regione di appartenenza. In Veneto stanno arrivando 800 insegnanti dal Sud. Continuano i due consiglieri: “Il lavoro non deve essere un ricatto. Questo scenario spaccherà migliaia di famiglie. Pensiamo a chi in Veneto ha le proprie radici, a chi qui ha figli (e l’87% sono donne, quindi abbiamo molte mamme), un mutuo e dovrà lasciare tutto e tutti pur di ottenere un posto di lavoro. Cosa che, in un Paese normale, non dovrebbe richiede un tale sacrificio. Inoltre circa 9 mila cattedre di quelle annunciate non sono state assegnate e, per come si mettono le cose, saranno affidate di nuovo alle supplenze. Tutto questo è l’emblema di una riforma sbagliata. Esprimiamo la massima solidarietà a chi nella notte ha ricevuto questa amara sorpresa. Noi siamo al vostro fianco e continueremo a lottare per i vostri diritti”.

Jacopo Berti, Capogruppo del M5S che ha presentato la mozione approvata in Consiglio per il ricorso alla Consulta contro la ‘buona scuola’ commenta: “Le storie che in queste ore ci arrivano dai precari della scuola in Veneto sono l’ultimo drammatico capitolo di un racconto iniziato nelle piazze, quando eravamo al loro fianco. Chi è stato chiamato dall’altra parte del Veneto sente di aver vinto alla lotteria: a questo ci hanno portato. Chi è stato chiamato in Sicilia, in Puglia o comunque a migliaia di chilometri dalla propria famiglia ce lo racconta piangendo. Faccio difficoltà a capire se si tratta di lacrime di gioia o di disperazione. È un pianto di stanchezza. Gli insegnanti accettano la chiamata con dovere, come fossero soldati che vanno in guerra. Non è questa la scuola che abbiamo in mente per le insegnati e gli insegnanti veneti ed italiani. È per questo che abbiamo sposato in pieno la loro battaglia e abbiamo portato a termine una missione storica: grazie al M5S Veneto questa riforma della scuola sarà portata davanti alla Corte Costituzionale”. “Insieme alla maggioranza in Regione è stata approvata la nostra mozione per farlo”, concludono i pentastellati veneti, “siamo orgogliosi di dare uno spiraglio di speranza, in queste ore drammatiche, agli insegnati, una categoria che ha reso grande questo Paese che deve fare della cultura il suo pilastro”.

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