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Elettrodotto sì, ma sottoterra. In trecento a Belluno, con tutti i rappresentanti dei partiti, per difendere le Dolomiti dai tralicci di Terna 

manifestazione comitati civici terna belluno29 agosto 2015Pd, Lega Nord, Forza Italia, Rifondazione comunista, Sel, il Movimento 5 stelle, c’era quasi tutta la rappresentanza dei partiti sabato mattina a sostenere la manifestazione organizzata dai Comitati civici della Valbelluna a difesa delle Dolomiti.

Trecento persone hanno presenziato al corteo partito dalla stazione ferroviaria fino al centro città. C’era il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, il sindaco di Feltre Paolo Perenzin, il sindaco di Limana Milena De Zanet, gli onorevoli Federico D’Incà (Movimento 5 Stelle) e Roger De Menech (Pd), il consigliere regionale Jacopo Berti (Movimento 5 Stelle).

giauli E anche i rappresentanti del Gruppo Vivaio Dolomiti e delle Terre dei Giauli, le Terre alte della Provincia, che hanno scandito il percorso con il suono del corno.

“Chiediamo a Terna un nuova progetto dell’elettrodotto con il rispetto del territorio e delle proposte dei cittadini.
Una manifestazione che non è contro ma per migliorare un’opera che sarà impattante per le generazioni future”.

Comitati, cittadini e forze politiche, dunque, oggi chiedono a Terna l’interramento dei cavi. Una richiesta che non potrà più essere ignorata nella progettazione dell’elettrodotto.

“Noi diciamo sì alle infrastrutture – fanno sapere i Comitati civici della Valbelluna – ma non a quelle progettate con tecnologie di 50 anni fa. Difendiamo le Dolomiti e le nostre vallate!”

“Se le manifestazioni, come altre iniziative apparentemente di mera protesta, aiutano a interrare un metro in più di elettrodotto e a migliorarne i progetti, ben vengano” – ha dichiarato il deputato Roger De Menech, già sindaco di Ponte nelle Alpi, Comune che ahimè ha sottoscritto una discutibile “resa separata” a Terna che prevede tra l’altro il potenziamento della centrale di trasformazione di Polpet in cambio dell’interramento dell’elettrodotto esistente.

E comunque qui è in discussione l’intero progetto Terna, lesivo del patrimonio delle Dolomiti, non già la contrattazione di un metro in più o in meno di linea da interrare.

 

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