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Sbocco a Nord. Barbini (Confindustria): “Opera strategica per lo sviluppo del territorio”

Luca Barbini
Luca Barbini

«Lo sbocco a nord è un obiettivo strategico per la competitività economica del territorio bellunese. Confindustria Belluno Dolomiti è perciò da sempre favorevole a quest’opera e, negli anni, si è attivata per individuare soluzioni realizzabili, nonostante le evidenti difficoltà economiche e politiche». E’ quanto afferma il presidente dell’associazione industriali, Luca Barbini, alla luce delle recenti dichiarazioni sul tema e del dibattito sulle priorità infrastrutturali per la provincia. «Dopo quanto successo nelle scorse settimane – precisa Luca Barbini – è evidente che la manutenzione idrogeologica del territorio è una questione che va affrontata subito, stabilendo un piano di interventi e individuando le risorse economiche per realizzarli. Detto ciò, non possiamo limitarci a risolvere le emergenze, ma dobbiamo anche pensare a quelle opere strategiche che aumenterebbero la competitività e l’attrattività del nostro territorio. Tra queste c’è sicuramente il collegamento con il nord Europa».

«Ricordo – spiega ancora presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – che l’idea iniziale di quest’opera fu sviluppata da Eugenio Miozzi, l’ingegnere e dirigente pubblico che progettò il Ponte della Libertà a Venezia e il Ponte della Vittoria a Belluno e che, nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, lanciò l’idea dell’autostrada Venezia – Monaco. Un’infrastruttura innovativa nell’attraversamento montano, con due carreggiate sovrapposte, che prevedeva anche la realizzazione parallela di un oleodotto ed era vista come opera di rilancio della portualità di Venezia e dell’economia industriale Veneta. L’idea fu di seguito perseguita da una società tedesca, la Batia di Monaco, ma è stata poi abbandonata». «Più recentemente – prosegue Luca Barbini – si è pensato di collegare la provincia agli assi verso nord già esistenti: il Brennero e Tarvisio. Nel 1989 lo studio “Zollet Ingegneria” ha proposto uno studio di fattibilità del Traforo del Cavallino, che prevedeva la creazione di una società italo-austriaca per la realizzazione dell’opera. Quello stesso tunnel è stato poi al centro di un’altra idea fortemente sostenuta, nei primi anni Duemila, dalla nostra associazione e dall’allora assessore regionale Floriano Pra: la Belluno-Lienz. Purtroppo, le verifiche dirette e ufficiali hanno fatto emergere l’ostilità politica alla realizzazione di quest’opera, in particolare da parte del sindaco di Lienz e di altri amministratori locali vicini a Luis Durnwalder. E’ per questo che si sono valutate soluzioni alternative, come il collegamento tra la A27 e la A23, via Pieve di Cadore, Carnia e Tolmezzo, condiviso dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia nel protocollo di Gorizia e quindi inserito nell’elenco delle opere strategiche del Nordest».

«A questo punto – conclude Luca Barbini – si tratta di riconsiderare i vecchi progetti alla luce delle mutate condizioni economiche e politiche, al fine di individuare una soluzione che non solo ottenga il consenso delle comunità locali e degli amministratori pubblici, ma che abbia anche concrete prospettive di essere finanziata. Per Confindustria Belluno Dolomiti questa resta, a distanza di tanti anni, un’opera strategica».

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