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Un mese e mezzo per decidere il futuro politico ed economico della Provincia. Bard: “servono competenze e risorse. Tratteniamo a Palazzo Piloni parte del gettito fiscale”

 

Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti
Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti

“E’ una battaglia da giocare su più tavoli, Belluno, Venezia e Roma. Il principale obbiettivo è quello di mantenere nelle casse provinciali almeno il 70% del gettito fiscale, come Trento e Bolzano – spiegano dal Movimento Bard Belluno autonoma Regione Dolomiti – solo così si potrà investire realmente sulle esigenze del territorio. Nel frattempo, da Venezia devono arrivare tutte le competenze previste dallo statuto veneto con le relative dotazioni finanziarie. Basta con la storia che non ci sono soldi da trasferire: venga dato a Belluno quanto spetta e quanto previsto. Un esempio? Se per il turismo bellunese nel 2014 la Regione Veneto ha speso 10, per il 2015 questi 10 andranno trasferiti direttamente a Belluno. Il denaro in uscita dalle casse regionali sarà lo stesso, ma se a spenderlo saranno i bellunesi ci saranno investimenti mirati e non scelte prese in laguna. C’è poi la questione delle imposte provinciali, che dovrebbero restare qua: ogni anno, la provincia fa registrare un residuo fiscale (differenza tra imposte riscosse e risorse spese sul territorio) di oltre 800 milioni di euro; è giusto che qualcosa si fermi qui per essere direttamente reinvestito nelle zone più disagiate”.

Fondamentali saranno poi le partite dell’acqua e dell’energia: all’orizzonte c’è la scadenza delle concessioni sulle grandi derivazioni; c’è da garantire la corretta gestione del demanio idrico provinciale e extraprovinciale, con la sorveglianza sul deflusso minimo vitale e la verifica del livello dei laghi. Da qui può partire la riflessione sulla produzione idroelettrica: produciamo energia in abbondanza, perché lasciamo che i privati distruggano il territorio per il profitto, senza beneficio per la popolazione? Si potrà ragionare su una produzione energetica bellunese, gestita dai bellunesi, senza nuovi sfregi al territorio e con ricadute economiche positive per le nostre realtà.

“Infine – concludono dal Bard – rilanciamo un appello al presidente della Provincia, Daniela Larese Filon: ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà i consiglieri provinciali di maggioranza per stilare la lista delle competenze da richiedere a Venezia. Tanti sono i progetti, le proposte e le osservazioni che possono arrivare dal nostro movimento, così come dalle altre realtà politiche esterne all’amministrazione provinciale e dalle associazioni di categoria: ci sia un confronto reale con tutti i protagonisti bellunesi su quali sono le reali necessità del territorio e su quali competenze – con relative risorse – è fondamentale ottenere e gestire”.

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