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Un territorio fragile governato da manager “piantatralicci”! * intervento di Vivaio Dolomiti

vivaio dolomitiStrade chiuse per frana, strade congestionate dal traffico, deviazioni lungo strade inadeguate all’esodo estivo. In ogni caso, strade bloccate. E turisti costretti a restare in auto 4.5 ore per farsi un’ora di aria buona a Cortina. I fatti degli ultimi giorni hanno rivelato in tutta la sua potenza la debolezza del Bellunese. Come avevamo espresso al convegno-spettacolo con Daverio al Teatro Comunale. Una debolezza che è prima di tutto infrastrutturale. La bellezza usurpata delle Dolomiti ha presentato il conto di anni di abbandono, di frane non gestite, di costruzioni fatte male. Dopo il black-out del Natale 2013 stiamo assistendo impotenti alla tragedia di San Vito. Dimostrazione che se il territorio è fragile, la governance è ancora più fragile. Anzi, proprio non c’è. E quando c’è, è troppo debole per gestire e amministrare un territorio come quello bellunese, ricchissimo di potenzialità inespresse.

Il Bellunese avrebbe bisogno di scelte, di infrastrutture fatte come si deve. Non si può spostare una frana, ma si può fare in modo di bypassarla: le strade del periodo austroungarico vanno benissimo, ma non possono reggere nel 2015. La debolezza del sistema viario la si è vista ieri, con il traffico per Cortina deviato verso Auronzo e il Passo Tre Croci, con chilometri di code e malori tra gli automobilisti incolonnati sotto il sole. La debolezza della programmazione infrastrutturale la si è vista con il caso Terna e con decisioni di singoli Comuni microscopici, anziché puntare ad un piano unitario e condiviso. La si è vista quando amministratori piccoli (non necessariamente piccoli amministratori) si sono lasciati convincere da manager pluridecorati a piantare tralicci nei loro territori, senza coinvolgere i cittadini che li hanno eletti e senza sentire i colleghi dei Comuni a monte e a valle. Crediamo di poter fare turismo così? Le infrastrutture servono (strade, banda larga, treni, acquedotti, elettrodotti, depuratori), ma devono essere fatte bene. È impensabile fare turismo con la rete viaria che si congestiona ogni fine settimana.

Se crediamo che le auto siano troppe, allora anche i turisti che le guidano sono troppi: chiudiamo gli alberghi, ne abbiamo abbastanza. Se invece crediamo che il turismo sia uno dei motori di questa provincia, allora cerchiamo di attirare i turisti. Magari evitando di far trovare loro strade congestionate o chiuse, black-out o altri disservizi. La politica torni a fare il suo dovere, con scelte globali e pianificazioni serie.

Vivaio Dolomiti

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