Tralicci piantati in zone Sic e Zps, da Pieve di Cadore fino alle porte di Belluno. Piloni in zone idrogeologicamente instabili. Cavi elettrici che corrono lungo le dorsali delle montagne, con grave pericolo per gli elicotteri del Suem e del Soccorso Alpino e con uno sfregio ai siti Unesco 3 e 5 delle Dolomiti, toccati dal progetto di razionalizzazione degli elettrodotti. Cavi elettrici che attraversano più e più volte il fiume Piave, in odore di candidatura per la World Heritage List dell’Unesco.
Questa è la “bella” e “splendida” operazione di Terna spa!
Come bellunesi dovremmo essere tutti contenti di avere il privilegio di essere trattati con i guanti da un’azienda a maggioranza pubblica – affermano i Comitati civici della Valbelluna – Invece, non possiamo essere contenti. Tantomeno dopo che Terna ha depositato le integrazioni al progetto.
Guarda caso, integrazioni che ricalcano al 100% quanto suggerito dal commissario Via Bortolo Mainardi. Strano che l’ente che dovrebbe valutare, dia suggerimenti al proponente di un progetto.
Allo stesso modo è strano che ancora nessuno dei nostri amministratori si sia accorto che quella che viene definita razionalizzazione sia in realtà un progetto più ampio. Abbiamo la certezza – proseguono i Comitati – , semplicemente leggendo i documenti sul sito di Terna, che le nuove linee elettriche, potenziate a 380kV, saranno un’interconnessione Italia-Austria. Per questo non ci fermiamo: la questione non riguarda Belluno, o Limana.
La questione è che a Ponte nelle Alpi verrà potenziata la stazione elettrica, che diventerà una delle più grandi d’Italia. E di conseguenza tutte le linee in entrata e in uscita saranno potenziate. La questione riguarda la strategia energetica di questo Paese: per questo chiediamo una riprogettazione seria e condivisa.
Lo ripetiamo: non siamo per il “non si fa”. Siamo per il “si fa bene”.
E per fare bene, è necessario che tutti sappiano e che tutti siano messi nelle condizioni di poter decidere al meglio. È inaccettabile che tre o quattro comunelli da 300-400 abitanti decidano le sorti del futuro energetico del Paese oltre che del futuro ambientale e paesaggistico del Bellunese e del Veneto.


