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No all’autostrada, sì al Treno delle Dolomiti. Dorfmann: “Il nuovo Fondo Efsi o Piano Juncker di 16 miliardi, apre prospettive interessanti”

Herbert Dorfmann
Herbert Dorfmann

“Il potenziamento della ferrovia tra le Dolomiti è un progetto realizzabile, con i fondi Interreg, di confine e dell’Unione Europea, ma serve un impegno rapido dei territori”. Così l’europarlamentare Herbert Dorfmann torna sulla questione del Treno delle Dolomiti e la sua realizzazione.
“Non c’è possibilità che dall’Unione Europea arrivino contributi a fondo perduto per quest’opera, – spiega Dorfmann – ma il nuovo fondo EFSI, più conosciuto come “piano Juncker”, apre prospettive interessanti. Parliamo di 16 miliardi di euro per la Banca di Investimenti Europea, in grado di creare garanzie per investimenti e prestiti a sostegno di progetti pubblici e privati di media-grande dimensione. Già si prevede che il fondo possa movimentare 330 miliardi di euro”.
L’anello ferroviario delle Dolomiti o lo sfondamento a Nord sono certamente progetti che potrebbero rientrare tra le opere sostenute dal fondo: “Ma serve la collaborazione tra i territori. E’ tempo, ad esempio, di decidere quale dovrà essere il percorso della linea, e quale sarà il suo scopo, se quello di treno turistico o di trasporto merci. Serve in tempi rapidi uno studio di fattibilità ragionato, che potrebbe essere finanziato dai fondi Interreg o dai fondi di confine”.
La ferrovia è la carta più importante da giocare per aprire il Bellunese al Nord e all’Europa: “Il prolungamento dell’A27 non è più fattibile, non è accettato dalla popolazione e ci sono convenzioni – come la Convenzione delle Alpi – che lo impediscono. Credo che lo sbocco a Nord via rotaia, sia per le merci che per i turisti, sia la prospettiva più valida e più interessante”.