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Il 14 luglio di Palazzo Piloni e l’assedio dei Comitati all’Ancien Régime dei tralicci

Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati Civici della Valbelluna
Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati Civici della Valbelluna

“Cosa ci fanno pochi sindaci, asserragliati a Palazzo Piloni, a parlare di Terna?  Il 14 luglio i sindaci dei Comuni interessati dal piano di razionalizzazione delle reti elettriche nella media valle del Piave si troveranno in Provincia. Solo i sindaci di pochi Comuni, nel disinteresse completo del resto del territorio provinciale. Eppure le reti elettriche sono sovracomunali e sovraprovinciali oltre che sovraregionali!”

L’osservazione è dei Comitati Civici della Valbelluna, che da tempo stanno monitorando gli sviluppi della situazione per evitare che il progetto di un elettrodotto in tralicci con vecchie tecnologie passi con l’assenso di pochi e vada a deturpare l’intera vallata.

“Lo diciamo da mesi – prosegue la nota – che serve un tavolo di coordinamento provinciale. Perché eventuali potenziamenti della linea disposti dal un solo Comune ricade su tutti gli altri. E la Provincia, che finora non ha mai voluto un confronto sul tema dimostrando la debolezza delle sue scelte, cosa fa? Convoca incontri più o meno segreti, tra pochi eletti, per discutere la questione. Anzi, fa ben peggio.

Due dei sindaci che siederanno alla riunione del 14 luglio, Paolo Vendramini e Pierluigi Svaluto Ferro (ci sarebbe anche Roberto Padrin, che però sembra aver studiato più a fondo la questione), sono anche consiglieri provinciali, eletti in quel listone unico che doveva rappresentare l’intera provincia.

Il dubbio che rappresentino solo i loro interessi comincia ad assumere contorni ben delineati – sottolineano i Comitati –  perché quegli stessi sindaci hanno preconfezionato e inviato ai loro colleghi una delibera di giunta per chiedere la conclusione dell’iter autorizzativo e chiudere il più in fretta possibile un progetto, quello di Terna, che non solo non porta vantaggi concreti neppure ai loro Comuni, ma potenzia linee e centrali elettriche con ricadute inevitabili su tutto il territorio provinciale.

Fa bene il Movimento 5 Stelle a chiederne le dimissioni!

Concordiamo sulla necessità che certi sindaci lascino la poltrona, vista la posizione interessata dimostrata ancora una volta: con questo modo di fare politica, il Bellunese è stato trascinato in una situazione devastante, salvata solo dalle iniziative e dalle strutture private. Ci associamo alla richiesta e rilanciamo.

La Regione Veneto, che ha deliberato la risoluzione 72 per fermare il progetto e rivederlo dall’inizio – conclude la nota dei Comitati Civici della Valbelluna – sa che a Palazzo Piloni qualcuno rema in direzione completamente opposta?