
Sarà attivo 24 ore su 24 dal 13 giugno al 13 settembre 2015. E’ il Servizio di reperibilità psicologica nei contesti di emergeza-urgenza, il progetto frutto della collaborazione tra Dolomiti Emergency, Suem 118 di Pieve di Cadore, Soccorso Alpino “Dolomiti Bellunesi” e l’Associazione Psicologi per i Popoli Veneto. Quest’ultima è la principale ed unica organizzazione italiana di volontariato professionale nell’ambito della psicologia dell’emergenza, a disposizione del Dipartimento di protezione civile per l’assistenza alla popolazione in situazioni di disastri o calamità. Al loro interno operano prevalentemente professionisti psicologi e psicoterapeuti. L’Associazione è stata fondata nel 1999 da Luigi Ranzato, già presidente dell’Ordine nazionale degli psicologi, che ha illustrato il progetto bellunese al quale partecipano 16 psicologi provenienti dalla provincia di Trento e dal Veneto.
“Il Servizio di reperibilità psicologica – ha detto Gianluca Dal Borgo, presidente di Dolomiti Emergency Onlus che oggi raggiunge i 10mila iscritti – è finanziato da Dolomiti Emergency per l’importo di 13mila euro a copertura delle spese degli psicologi”.
“A me piace dire che facciamo in montagna con il bel tempo, il lavoro dei gelatai sulle spiagge – ha proseguito Giovanni Cipollotti, primario del Suem 118 – Il servizio sarà attuato con uno psicologo dell’Associazione Psicologi per i Popoli Veneto, esperto nell’ambito della psicologia dell’emergenza, che alloggerà nella Centrale operativa Suem a disposizione h 24 offrendo all’occorrenza una consulenza telefonica e un primo supporto psicologico a quanti fossero coinvolti in un evento critico come negli incidenti stradali, incidenti in montagna, ricerca di persona scomparsa ecc.”

“Non è semplice, dopo un intervento, – ha detto Alex Barattin vice delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi – comunicare ai familiari un evento tragico. Diventa quindi importante dare la notizia con il supporto professionale adeguato”.
“Il servizio – ha precisato Raffaella Buzzi, presidente regionale dell’Associazione psicologi per i popoli Veneto – sarà attivo nel territorio della provincia di Belluno e nel territorio di competenza delle Stazioni Prealpi Trevigiane e Pedemontana del Grappa, comprese nella 2^ Zona Delegazione Dolomiti Bellunesi del Cnsas”.
“Il servizio di reperibilità psicologica – ha detto Cristina Zaetta psicologa psicoterapeuta che si occupa dell’organizzazione del progetto – lo scorso anno è intervenuto in 25 casi di cui 5 incidenti stradali, 8 incidenti in montagna e 4 suicidi. Questo supporto psicologico si rivolge alle persone sopravvissute ad incidenti di varia natura, ai familiari di persone decedute o sopravvissute ad incidenti e familiari di persone scomparse. Ma anche al personale sanitario e non sanitario delle associazioni di volontariato della provincia che operano in ambito dell’emergenza medica. Oltre al personale della Centrale operativa Suem di Belluno e agli operatori istituzionali quali sono i Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale, Polizia provinciale ecc.”


