
Ecco i dell’andamento bellunese del Mercato del Lavoro nei primi cinque mesi del 2015, illustrati mercoledì 27 Maggio nella sede Cisl di Belluno, da Rudy Roffaré della Segreteria Cisl Belluno Treviso. I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso su dati forniti dalla Provincia di Belluno, Veneto Lavoro e Istat. Di seguito analizziamo nel dettaglio i singoli ambiti.
Nel corso del 2014 l’export bellunese è cresciuto dell’ 8,6% (occhialeria 11,4%) contro un aumento regionale del 2,7%.
I disoccupati in provincia di Belluno sono 10.261 con una percentuale pari al 7,5%, in linea con il Veneto ma in aumento rispetto al 2013 quando si attestava ad un 7,2%.
Classe d’età | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 |
18-24 | 798 | 842 | 948 | 1.217 | 1.448 | 1.570 |
25-29 | 817 | 870 | 956 | 1.126 | 1.273 | 1.331 |
30-39 | 1.890 | 1.989 | 2.076 | 2.270 | 2.448 | 2.294 |
40-49 | 1.632 | 1.738 | 1.933 | 2.160 | 2.358 | 2.306 |
50 e oltre | 1.720 | 1.925 | 2.235 | 2.454 | 2.688 | 2.760 |
Totale | 6857 | 7364 | 8148 | 9227 | 10215 | 10261 |
“La riflessione, tuttavia, deve essere indirizzata su quanto sia giusto contare su elementi e variabili indipendenti dalle nostre volontà o quanto sia piuttosto più corretto, invece, supportare le aziende che hanno investito in tecnologia, in qualità del prodotto e in aggregazioni. – prosegue Roffarè -Il rischio è quello di continuare ad avere una economia ciclica e non strutturata.”
“Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo segnalare che la ripresa produttiva non si traduce in posti di lavoro: la disoccupazione in provincia è aumentata di 800 unità rispetto al 2013 arrivando a sfiorare il 12% reale. – continua Rudy Roffarè – L’altro aspetto da evidenziare, è che i dati sono pesantemente condizionati dalle performances delle imprese più grandi, e che godono di una maggiore interazione con i mercati stranieri. Si salvano, inoltre, le aziende che hanno mercati di nicchia (occhiali per bambini, mercati diretti, innovazione tecnologica e di prodotto, ecc.). Le piccole aziende manifatturiere, le società di servizio, l’edilizia e il legno (con il loro indotto), continuano invece ad essere in difficoltà.”
“Il convegno dal titolo “il lavoro in montagna: un futuro possibile”, organizzato dalla Cisl lo scorso 30 gennaio, ha dimostrato quante aziende di qualità e quante ottime idee ci siano nella nostra provincia. – conclude Roffarè – La scommessa è che ci siano sistemi e infrastrutture adeguate a sostegno delle nostre imprese, siano esse industriali o legate al turismo o ai servizi. La competizione internazionale non la possiamo vincere sui costi, ma sulla fantasia e sulla creatività che le nostre aziende dimostrano di possedere e saper mettere in atto.”
“Il leggero aumento delle persone occupate, analizzato insieme alla costante crescita della disoccupazione, fanno comprendere come il momento di crisi abbia sollecitato le persone a cercare un lavoro anche per integrare il reddito famigliare e la diminuzione complessiva di capacità d’acquisto che la crisi ha comportato. – afferma Anna Orsini Segretario Generale aggiunto Cisl Belluno Treviso – Considero positivo e plaudo al dato che le imprese bellunesi riescano a cogliere un contesto più favorevole, grazie anche al cambio euro/dollaro e al minor costo del greggio, ma vogliamo sottolineare come la tenuta del sistema sia dovuta anche all’azione sindacale che è riuscita a gestire e a condurre in porto positivamente alcune crisi aziendali di varia natura che hanno riguardato importanti aziende della provincia (ACC, Idealstandard e Safilo). I risultati di oggi in termini di occupazione – prosegue Orsini – non sarebbero stati quelli che stiamo registrando se con molta determinazione, coraggio e lungimiranza le associazioni di categoria e i Sindacati non fossero riusciti a perseguire l’obiettivo di tutela del posto e delle condizioni di lavoro, anche accettando condizioni che hanno necessariamente portato ad una riorganizzazione complessiva interna e una negoziazione degli stipendi dei lavoratori.”


