
Se vogliamo che la gente resti nelle frazioni, continui ad abitare la montagna, bisogna permettere alle attività commerciali e artigianali di resistere: senza servizi, non c’è tessuto sociale.
La legge per aiutare i piccoli negozi di montagna io l’ho proposta in Consiglio Regionale. La Giunta Zaia ha impedito che venisse discussa: ma non vuol dire che io me la sia dimenticata. Non ho nessuna intenzione di archiviarla. Bisogna insistere: la ripresenterò immediatamente a inizio della nuova legislatura.
Ogni volta che chiude una attività in montagna, è come se si chiudesse una strada.
E quando si chiude, riaprire, poi, diventa difficilissimo.
Non c’è dubbio che i piccoli negozi di montagna, così come sono ora, non riescono a vivere: o li aiuti o muoiono. Se quello che sta sopra a tutto è la legge di mercato, non c’è proprio gara.
E’ per questo che deve esserci un intervento della politica: è il suo compito quello di riequilibrare una situazione in cui numeri e sforzi non si giustificano, né si compensano.
I negozi delle piccole frazioni sono un esempio: non sono solo attività commerciali, sono un servizio per la popolazione, spesso anziana, che non può essere lasciata ad arrangiarsi.


