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martedì, Agosto 3, 2021
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Cinque richieste alla politica per rilanciare il settore, dal mondo dell’edilizia bellunese

Palazzo Doglioni Dalmas sede di Confindustria Belluno Dolomiti
Palazzo Doglioni Dalmas sede di Confindustria Belluno Dolomiti

A cinque giorni dalle elezioni regionali, il mondo dell’edilizia bellunese avanza cinque proposte concrete e realizzabili alla politica, per risollevare uno dei settori più colpiti dalla crisi. Dal 2008 al 2014 il comparto delle costruzioni, in provincia, ha visto chiudere 109 imprese (-16,7%), perdendo complessivamente 1.315 occupati (- 24,2%).

Confindustria Belluno Dolomiti – Ance Belluno, Confartigianato Imprese Belluno, Appia Cna hanno così deciso di acquistare una pagina dei tre quotidiani locali per rimarcare pubblicamente la necessità di ripartire dal territorio, con cinque azioni urgenti a favore del settore. Destinatari del messaggio non sono solo i prossimi amministratori regionali, ma anche i sindaci bellunesi che governano Comuni, Unioni Montane, Provincia e Consorzio Bim Piave.

La prima richiesta è indirizzata proprio ai primi cittadini. «Si prendano la responsabilità di uniformare le procedure di gara – si legge nel documento congiunto – istituendo un’unica stazione appaltante a livello provinciale. In questo la Provincia assuma un ruolo di guida». «In tutti i casi possibili – è la seconda richiesta delle categorie economiche e degli ordini professionali – si proceda con appalti a procedura negoziata. Le amministrazioni si prendano l’impegno di tutelare le imprese locali nei modi previsti dalla legge, garantendo il giusto compenso alle stesse imprese». La terza proposta riguarda sia i sindaci, sia i prossimi amministratori della Regione Veneto. «Le Unioni Montane, come la Provincia, e su questa scia i Comuni – – si legge ancora nel documento – sfruttino appieno le potenzialità della legge Regionale 25/2014, valorizzando la specificità territoriale e istituendo gli albi locali per la selezione delle imprese».

La quarta richiesta è invece relativa un tema molto sentito dalle imprese del settore edile: «La Regione e le amministrazioni locali riconoscano al Servizio Forestale le competenze e specificità per cui è stato istituito. Distinguiamo l’ambito forestale/manutentivo dal contesto dei “lavori pubblici” per non porre una realtà pubblica in concorrenza con le imprese private». Il quinto e ultimo punto si riferisce ai Fondi Odi: «Sviluppiamo un tavolo di lavoro sovra-comunale – propongono le categorie economiche – che, anche in concorso con le categorie produttive, sia capace di sviluppare progetti di più vasto respiro per rilanciare l’economia della provincia».

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