
Approvato all’unanimità, oggi pomeriggio, il bilancio consuntivo 2014 di Bim Belluno Infrastrutture. A presentare i positivi risultati dell’esercizio appena concluso l’amministratore Unico della società, Bruno Zanolla, coadiuvato dal collegio sindacale della società.
Costi, ricavi ed utile. L’esercizio 2014 si è chiuso con ricavi netti di circa 12 milioni di euro, ben al di sopra del dato 2013 di 5,2 milioni. “A determinare il risultato nettamente positivo – ha spiegato Zanolla – è l’operazione di acquisizione dei rami gas ed idroelettrico avvenuta a fine 2013, operazione che ha incrementato in modo significativo l’operatività della società”. Il valore della produzione, complessivamente di 13,2 milioni di euro, è ripartito in 7,6 milioni derivanti dal ramo gas e 4,5 milioni dal ramo idroelettrico (la restante parte deriva da attività residuali). In aumento, giocoforza, anche i costi della produzione collegati all’aumentata attività ed assestati a 11,5 milioni. Positivo anche il margine operativo lordo, differenza tra ricavi e costi maturati, che passa da 3,1 a 4,3 milioni di euro (+36% sul 2013). “L’utile generato – spiega Zanolla – detratte le imposte molto elevate gravanti sul settore energetico, è complessivamente di 981 mila euro, +158% rispetto al 2013.
Patrimonio. Valore che conferma la solidità della società, oggi è di 32,9 milioni di euro rispetto ali 27,5 milioni di fine 2013. “L’incremento, legato all’ingresso nella compagine sociale del Consorzio Bim Piave, ha consolidato la società che, di fatto, è la cassaforte dei comuni detenendo la proprietà delle reti gas”.
Investimenti. Ammontano complessivamente a 2,2 milioni di euro e riguardano allacciamenti d’utenza alle reti del gas, del teleriscaldamento ed alle reti idriche. Nel 2014 le derivazioni eseguite sono state complessivamente 1500. “La società – ha commentato Zanolla – svolge appalti ed esegue lavori anche per conto della consorella Bim Gsp. Questa unitarietà in appalti ed esecuzione lavori porta a concreti benefici: economie di scala, ottimizzazione degli scavi, contenimento dei tempi di esecuzione, sistemazioni finali congiunte”. E prosegue: “Nel periodo 2015/2017, inoltre, sono programmate opere per 5 milioni di euro. In progettazione abbiamo l’ampliamento delle rete gas di Auronzo (1,6 milioni di euro) e di Cortina (150mila euro) e l’installazione di un sistema di cogenerazione a combustione di gas sintetico nell’impianto di teleriscaldamento a biomasse di Santo Stefano di Cadore (1,2 milioni di euro)”.
Debiti e banche. In aumento rispetto al 2013, il debito della società è complessivamente di 25,8 milioni di euro. Il valore, legato alla consistente mole di investimenti avviati sul territorio, è di 17,3 milioni verso banche (di cui 5,6 per accollo di un mutuo di Bim Gsp relativo all’idroelettrico), 7,2 verso fornitori (di cui 5,1 verso comuni per canoni pregressi acquisiti da Bim Gsp per il servizio idroelettrico) ed 1,2 per debiti diversi. “Azzerato del tutto – precisa Zanolla – il debito pregresso verso le imprese: i pagamenti in corso, inoltre, sono regolari e saldati a scadenza”.
Crediti. In diminuzione anche il credito che Bim Infrastrutture ha maturato nel tempo verso al consorella Bim Gsp: oggi il credito è di 4 milioni di euro.
Produzione di energia rinnovabile. La società è fortemente impegnata nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, gestisce per conto dei Comuni 31 impianti idroelettrici di cui 20 sono su acquedotto e 11 su corso d’acqua. «Grazie agli impianti attivi – ha spiegato Zanolla – ed all’attività svolta dalla controllata Energie Comuni, abbiamo prodotto 39,0 GWh di energia elettrica totalmente verde e portando introiti ai Comuni, proprietari degli impianti, pari a 3,1 milioni di euro (+0.4 milioni di euro rispetto al 2013). La produzione ‘green’ ha permesso di evitare emissioni di anidride carbonica pari a 18.500 tonnellate. A Santo Stefano di Cadore, dove è attiva da oltre 7 anni la rete di teleriscaldamento a biomassa legnosa, sono stati prodotti 3,2 milioni di kWh di energia termica interamente rinnovabile, corrispondenti a 274 tonnellate equivalenti di petrolio”.
Gara gas. La pubblicazione del bando che pone a gara il servizio di distribuzione del gas metano è posticipata all’11 luglio 2015. La società da tempo è parte attiva in un gruppo di lavoro che sta seguendo da vicino il ricorso congiunto presentato al Tar Lazio avverso le linee guida del MISE relativamente alla determinazione del valore di rimborso delle reti: l’entità risulta sottostimata, motivo per cui è stato avviato il ricorso.


