
«Le condizioni del Comelico, quanto a possibilità e necessità di imboccare vie nuove di sviluppo, che creino occupazione e ricchezza, sono sicuramente preponderanti rispetto ad Asiago».
Così Sergio Reolon sulla vicenda delle “Aree interne” istituite con Fondi Europei 2014-2020, che vedranno, per decisione della Regione Veneto, il progetto pilota partire ad Asiago, e non in Comelico, nonostante l’apprezzamento dimostrato dai collaboratori dell’ex ministro Fabrizio Barca durante il sopralluogo che ha vagliato le proposte innovative dei giovani della parte alta della provincia di Belluno.
«Il motivo per cui la Regione ha messo il Comelico al secondo posto sarebbe da attribuire alla debole struttura associativa: questo elemento deve far riflettere tutti, e per primi gli amministratori. Certamente in Comelico c’è il problema della debolezza dell’Unione Montana, che ha pesato anche in altre situazioni e anche in questa – continua Sergio Reolon – però, quando la Regione motiva la sua scelta per Asiago (senza nulla togliere ad Asiago) con il fatto che lì ci sarebbe un tessuto associativo più coeso e più sperimentato rispetto al Comelico, io penso solo una cosa: che questa è una scelta che appare motivata da criteri oggettivi. Appare.
Pare non si colga a Venezia la differenza tra una realtà montana come quella del Comelico e altre realtà montane che, pur soffrendo, hanno però altre possibilità.
Il Comelico, in questo modo, perde almeno un anno: ammesso, e non concesso, che possa entrare nel prossimo finanziamento.
Non si è sentita, evidentemente, a Venezia, l’emergenza con cui la montagna tutta, e le terre alte in particolare, si trovano a lottare quotidianamente: dare sostegni concreti a chi investe in attività e lavoro in montagna è vitale per fare vivere la nostra terra».


