
Nel 2014, rispetto all’anno precedente, il reato che in Veneto ha visto l’incremento maggiore è la corruzione (293,5%). In aumento anche concussione (66,7%) e peculato (9,2%).
Zaia informa che per sicurezza e legalità sono stati investiti 64 milioni dalla Regione Veneto in 10 anni e che la priorità di investimento è in “apparati tecnologici e telecamere”.
Jacopo Berti, candidato presidente per il M5S in Veneto, commenta: “Vedendo i dati sull’illegalità in Veneto, dove la corruzione è triplicata nel 2014 e in Regione negli ultimi anni ci sono stati 11 arrestati e 20 indagati (fra cui l’ex presidente Galan e l’ex assessore Chisso) forse Zaia avrebbe dovuto metterle a Palazzo Ferro-Fini, le telecamere”.
Ancora una volta il M5S dimostra di conoscere i reali problemi della regione. I controlli siano prima ai politici e sui grandi appalti e solo poi ai cittadini e alle Pmi.
“Appena entreremo in Consiglio promuoveremo il nostro pacchetto anticorruzione – annuncia il candidato – vogliamo una legge che consenta di cacciare immediatamente dai vertici dell’amministrazione – e non solo – i corrotti”.
La Moretti propone invece investimenti di 10 milioni di euro per strumenti tecnologici, come le telecamere a circuito chiuso.
“Che la Lega promuova questi strumenti è naturale, ma che la Moretti insegua Zaia proponendo altri 10 milioni per le stesse cose anziché dare l’esempio e cacciare dal suo partito indagati e condannati è ridicolo – dice Berti – una sinistra che finisce argomentazioni su legalità e giustizia è una sinistra morta. Quei valori di socialità e le battaglie a tutela degli interessi del popolo hanno da tempo una nuova bandiera, quella del M5S. Ai veneti interessano alternative, non brutte copie”.


