«L’istanza sottoscritta dai sindaci della provincia di Belluno e inviata alla Regione e al Governo è un primo passo verso la tutela del nostro territorio e delle nostre risorse dalle predazioni cui assistiamo quotidianamente».
Non hanno dubbi i candidati bellunesi del Movimento 5 Stelle sul documento firmato lunedì scorso dai sindaci per chiedere di poter gestire direttamente nel Bellunese le concessioni di derivazione idrica per fini idroelettrici che insistono sui fiumi e sui corsi d’acqua della provincia.
Il documento chiede espressamente che l’ente locale possa e debba esprimere parere vincolante e obbligatorio rispetto alla richiesta di costruire nuove centraline idroelettriche.
«Il parere obbligatorio e vincolante dell’ente locale è un passo in avanti rispetto all’imposizione dall’alto di nuove realizzazioni – affermano Luca Salvioni e Barbara Lando -. Lo abbiamo visto nel caso della Valle del Mis, ma non solo: il territorio è contrario, i cittadini sono contrari. Eppure arriva il permesso a costruire la centrale e la concessione di derivazione idrica a fini idroelettrici. Poi si costruisce la centrale e i cittadini devono mettersela via. L’istanza firmata dai sindaci va proprio in questa direzione: non solo chiede che sia l’ente locale a poter esprimere parere favorevole o contrario, ma consente ai cittadini una miglior capacità di controllo sulle decisioni che riguardano il delicato tema dell’idroelettrico e dell’ambiente. Un unico dubbio: il documento fa riferimento al permanere di quote di produzione nel Bellunese e insiste sul deflusso minimo vitale. Non vorremmo che si trasformasse nell’ennesimo strumento per proporre al territorio nuove centraline. Perché cambiando la mano che dà le concessioni, non cambia la sostanza: nuove centraline uguale nuovo scempio del territorio».
«Come Movimento 5 Stelle ribadiamo di non essere contrari a priori alla realizzazione di nuove centraline idroelettriche – proseguono Barbara Lando e Luca Salvioni -. Siamo favorevoli a progetti che guardino allo sviluppo del territorio nel suo complesso, ovvero che tengano conto delle fragilità del paesaggio dolomitico in cui viviamo. Inoltre, crediamo sia necessario aggiungere all’istanza firmata dai sindaci una moratoria immediata sulle centraline finché non siano state mappate correttamente le portate attuali dei corsi d’acqua, proprio perché il calcolo del deflusso minimo vitale attualmente si basa su dati la cui origine e validità lascia a desiderare».
