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Ferrovie bellunesi. Sergio Reolon: “Comunque vada la gara, avremo 4 corse dirette andata e ritorno per ciascuna delle due linee, Calalzo-Padova e Calalzo-Venezia”

Sergio Reolon
Sergio Reolon

«Noi dobbiamo difendere il servizio per gli utenti, non Trenitalia: questo è il punto». Così afferma Sergio Reolon, consigliere regionale Pd, che martedì 31 marzo ha intascato, nonostante il parere negativo della Giunta, la vittoria del suo emendamento per l’appalto separato dei servizi ferroviari del Bellunese rispetto al resto della regione.

Già un anno fa la proposta era stata portata a Venezia, ma non era passata.

«Si tratta di una svolta importante: la votazione ha di fatto autorizzato la Regione Veneto a costruire una gara che tenga conto dell’intera linea bellunese: Belluno, così, entra in un sistema, mentre ora era solo periferia. Da anni la Regione non investe nella ferrovia bellunese; da anni Trenitalia non investe nella ferrovia bellunese. Senza un elemento di discontinuità, da sole, queste due realtà non avrebbero avuto nessun interesse a innovare e a investire in provincia. In questo momento la situazione è ai minimi storici. L’emendamento smuove una impasse durata decenni e impone la ricerca di una gestione diversa e di nuove strade. Una sfida necessaria: bisogna saperla fare».

La richiesta di un lotto separato è, di fatto, strategica per la possibilità, offerta anche ad altri soggetti, di partecipare alla gara: nessun gestore, oggi, avrebbe potuto interessarsi a un servizio di circa 15 milioni di chilometri, a parte Trenitalia. Il monopolio sarebbe dunque continuato.
Bandire la gara per la sola provincia di Belluno significa invece proporre un la gestione di 2/3 milioni di chilometri: altri soggetti interessati, oltre alla stessa Trenitalia, potrebbero essere le ferrovie tedesche; mentre, in passato, anche ferrovie francesi si erano fatte avanti.

«Comunque vada la gara, le richieste sono in parte anticipate già dall’emendamento – spiega Sergio Reolon – Avere quattro corse dirette in andata e in ritorno per ciascuna delle due linee, Calalzo-Padova e Calalzo-Venezia: che significa corse senza cambi e, soprattutto, corse che non si fermano in tutte le stazioni. In questo momento le linee bellunesi vengono trattate come linee per pendolari che assorbono il traffico di tutto il tragitto, ma il treno bellunese non ha nessuna corsa pensata per chi, dalla provincia, ha bisogno di raggiungere la pianura con tempi rapidi, e viceversa. Oggi, in treno, siamo più lenti di oltre quaranta minuti rispetto a cinquant’anni fa: una follia»

L’altra questione forte portata avanti dall’emendamento riguarda l’integrazione gomma-rotaia.
«Vuol dire un biglietto unico per le corse e una gestione che non metta in concorrenza il treno con la corriera, ma le armonizzi come parte di uno stesso servizio – continua Sergio Reolon – Se i due mezzi sono a disposizione in maniera alternativa lungo l’arco della giornata, e non in competizione, vuol dire che l’orario risulterà più razionale e vantaggioso per i viaggiatori. Costruire un sistema integrato significa efficienza massima: compensare il gestore in maniera che non abbia il problema di difendere le sue corse e i suoi introiti dal momento che è inserito in un sistema unitario. Gomma e rotaia devono essere l’uno in supporto dell’altro, e non in concorrenza.
In questo momento la Provincia detiene il 60.5% delle quote di Dolomitibus, e dovrà avviare la ricerca di un partner con il quale partecipare alla gara.
Una parte dei treni che viaggia sulle linee bellunesi è di proprietà della Regione. L’appalto separato costringerà quindi la Regione a investire in materiale rotabile, così come è accaduto per Bolzano e Trento: entrambe servite, per alcune linee, dalla società di trasporto provinciale, e non da Trenitalia».

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