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sabato, Luglio 20, 2024
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Trasporto pubblico locale: se gare devono essere, almeno siano realmente competitive

treno minuetto dieselIl Consiglio Regionale, su iniziativa del Partito Democratico Bellunese e Veneto e del Gruppo Consiliare Regionale, ha approvato un emendamento al bilancio 2015 per indire la gara integrata del trasporto pubblico ferro/gomma afferente al bellunese, con al centro le linee Calalzo-Padova e Ponte nelle Alpi-Venezia.
Lo stato del trasporto pubblico locale nella nostra provincia ha bisogno di una accelerazione, sia in termini di qualità e di sistema (integrazione oraria e tariffaria, frequenze, riduzione tempi di percorrenza verso i nodi di PD e VE, interscambi modali, trasporto biciclette), sia infrastrutturale (tecnologia, reti, rinnovo mezzi, velocità commerciale, prosecuzione a nord).
In tale contesto ferrovia e trasporto pubblico su gomma possono e devono diventare uno degli assi attorno cui ripensare il futuro del territorio montano e Dolomitico, una leva per lo sviluppo eco sostenibile, di accessibilità e mobilità dolce, non solo per il pendolarismo classico casa-scuola/lavoro-casa ma come fulcro di una moderna politica di valorizzazione ambientale e turistica, per fare della provincia di Belluno un modello nel contesto Alpino e delle Dolomiti Patrimonio Unesco, di collegamento tra la pianura e verso l’Europa: la ferrovia Dolomiti Unesco!
Le strategie fin qui seguite (un sistema confinato entro angusti spazi residuali, rivolto a fasce marginali della domanda di mobilità, l’affido diretto, i finanziamenti frammentati e distribuiti su base storica, la proprietà pubblica esclusiva, modalità gestionali obsolete, situazioni di monopoli diffusi e consolidati), non sono più sufficienti a garantire il salto di qualità che i cittadini chiedono e abbiamo urgente bisogno, anche alla luce della specificità riconosciuta dallo Statuto veneto e dalla legge 25/2014.
trenoL’occasione offerta dalla gara bellunese trova la sua ragion d’essere se le Istituzioni (Provincia e Comuni) e l’intero territorio l’assumono entro questi orizzonti e lavorano uniti per creare le condizioni politiche ed economiche per realizzarla, coagulando il necessario consenso dei cittadini, dei comitati degli utenti, delle forze sociali e imprenditoriali. Insomma se il territorio ci crede!
Alla gara unica integrata per il solo bellunese sono state avanzate, oltre a consensi espliciti da parte di molte istituzioni e forze economiche locali, anche, come è giusto che sia, obiezioni e dissensi.
In particolare sono state avanzate preoccupazioni che la gara locale: significhi l’abbandono del territorio data la scarsa domanda e quindi l’appetibilità per soggetti interessati a gestire le nostre reti o il timore che la gara vada deserta; comporti un aggravio di costi rispetto gli attuali; determini l’inaccessibilità per il subentrante alle infrastrutture quali depositi, officine di manutenzione, materiale rotabile; provochi ulteriori rotture di carico e interconnessioni con il resto della rete veneta e nazionale tra un gestore e l’altro; comprima la necessaria tutela delle professionalità e competenze dei lavoratori.
Sono tutti elementi legittimi, da considerare attentamente nel percorso dell’espletamento della gara e relativo capitolato. Le soluzioni tecnico giuridiche ci sono, già sperimentate sia in Italia sia in Europa, tanto che la stessa Trenitalia, ad esempio, ha vinto gare in Germania e fattura 500 milioni di euro l’anno.
trenoIn Italia le gare sono previste fin dal 1997 ma i passi avanti compiuti sono prossimi allo zero, prevalgono largamente fallimenti o lo status quo ante in luogo della vera concorrenza quale leva per elevare l’efficienza del sistema. Mettere a gara unica 15 milioni di km/treno dell’intero Veneto come ha scelto la Regione, significa, nei fatti, non fare nulla o lasciare le cose come stanno con l’attuale gestione. Al contrario, mettere a gara lotti più piccoli di 2-3 milioni di km, come avvenuto in Germania, consente una maggiore competizione e possibilità di correzione di errori, che non su scala regionale. Vale per il bellunese e per altre provincie.
Infine, un tema da considerare sono le risorse destinate alla mobilità su ferro e gomma. In una congiuntura di finanza pubblica declinante da decenni, mal distribuita territorialmente e per modo di trasporto, va detto con nettezza che le risorse disponibili possono essere meglio impiegate. Sommando i ricavi da biglietti venduti (scarsi) da un lato, e sussidi da fiscalità generale (non pochi e mal distribuiti) dall’altra, il monte risorse è non dissimile, non da ora, ad altri Paese europei per lo stesso servizio. I margini per offrire servizi migliori ci sono ma dobbiamo cambiare registro!
Anche lo scenario nazionale sta cambiando: l’Autorità dei trasporti dopo l’approvazione nel novembre scorso delle misure di regolazione dell’accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture ferroviarie, entro questo mese adotterà in via definitiva lo schema di regolazione sul TPL; il 2015-16 vedrà applicati i costi standard nella ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti e sull’impostazione dei bandi di gara; è in gestazione la nuova legge sul TPL; l’assetto proprietario di Ferrovie dello Stato potrebbe mutare a breve.
Dobbiamo, adesso, compiere scelte nuove per il nostro futuro!
Su queste basi non mancheremo, anche durante la campagna elettorale per cambiare verso alla Regione, di ragionare con tutti i cittadini, le associazioni degli utenti, le forze sociali, proponendo soluzioni innovative.

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