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Auronzo di Cadore: presentata dalla minoranza l’nterrogazione sul referendum consultivo richiesto da 800 cittadini auronzani

Tatiana Pais Becher
Tatiana Pais Becher

Durante il consiglio comunale di lunedì scorso, il capogruppo di minoranza Tatiana Pais Becher ha presentato un’interrogazione per conoscere le intenzioni dell’amministrazione sul referendum consultivo comunale per l’adesione o meno del Comune di Auronzo all’unione dei servizi all’interno dell’Unione Montana del Centro-Cadore.

Pais Becher ha ricordato che il gruppo di minoranza si era fatto promotore di una raccolta firme volta alla richiesta di un referendum consultivo comunale, come previsto dagli articoli 32 e 33 dello Statuto comunale, consegnando al sindaco 800 firme, raccolte in soli 10 giorni, in data 12 novembre 2013, ben oltre la soglia minima del 20% degli iscritti alle liste elettorali indicati nello Statuto comunale.

Solo dopo l’invio di una missiva del gruppo di minoranza al sindaco, al prefetto di Belluno e al difensore civico della Regione Veneto, l’amministrazione aveva poi provveduto alla convocazione della commissione comunale statuti e regolamenti per l’approvazione del regolamento comunale che chiarisce modalità e tempi di svolgimento del referendum.

A giugno 2014 il gruppo di minoranza aveva inoltre presentato un’interrogazione rilevando che dopo più di 6 mesi l’amministrazione non si era minimamente attivata per promuovere in consiglio Comunale disposizioni o norme transitorie che permettano di stabilire modalità e tempi per l’esecuzione della consultazione popolare richiesta dai cittadini, ignorando completamente l’argomento nelle varie sedute di Consiglio.

Il capogruppo ha evidenziato come il referendum consultivo sia un importante strumento di democrazia diretta, contemplato dallo Statuto di Auronzo, per restituire ai cittadini capacità decisionale su una questione fondamentale come l’adesione all’unione dei servizi. Purtroppo la maggioranza continua ad ignorare la richiesta fatta da ben 800 cittadini, visto che ad oggi il referendum e le 800 firme sembrano essere completamente caduti nell’oblio.

Tatiana Pais Becher ha chiesto pertanto al sindaco che la questione venga posta all’ordine del giorno in consiglio comunale, poiché i cittadini hanno il diritto di avere una risposta chiara ed esaustiva da parte dell’Amministrazione e di conoscere la volontà o meno della maggioranza ad aderire al’unione dei servizi.