
La devastazione della coltivazione di vigneti a prosecco, proprietà di un imprenditore trevigiano, accaduto a Trichiana ad opera di ignoti, è un fatto grave e da condannare senza se e senza ma.
Non è certo questo il modo per affrontare la questione dei nuovi vigneti di prosecco che stanno occupando molti terreni della Valbelluna. Né è possibile in nessun senso giustificare quanto accaduto che è solo da definirsi atto vandalico.
Personalmente non credo che questo sia associabile neanche lontanamente a quanti ,da più parti ,denunciano civilmente la preoccupazione di una invasione nel nostro territorio di coltivazioni estensive di vigneti senza alcun controllo circa la loro espansione e soprattutto circa l’uso di pesticidi e fitofarmaci .
Questa è una preoccupazione reale ed improrogabile prendersi carico del problema.
Vi è un urgenza che tocca da vicino tutti i Comuni , compreso quello di Belluno.
Infatti se è assolutamente lecito (e in alcuni casi auspicabile) che produttori, coltivatori e imprenditori “esterni” vogliano investire nel nostro territorio, è impossibile che questi trovino in questo territorio un far west che consenta di comprare per una pipa di tabacco ampi appezzamenti di terreno agricolo facendone sede di trattamenti non regolati e che potrebbero essere dannosi in primis per la salute dei cittadini.
E’ urgentissimo a questo punto approvare i regolamenti rurali per limitare l’ uso dei fitofarmaci e di pesticidi dannosi.
Come consiglieri del Comune di Belluno abbiamo ricevuto un mese fa la bozza di regolamento per l’uso dei pesticidi prodotta dal gruppo Terra Bellunese. Un ottimo lavoro che vogliamo sia discusso quanto prima.
In questa direzione ho personalmente chiesto che si faccia al più presto una commissione per decidere , finalmente, come far fronte alla problematica di cui sopra. Mi è stato risposto dai presidenti referenti, che dopo Pasqua si farà. Bene. Ma non attendiamo oltre.
Non si può lasciare il far west ma neanche che l’azione di qualche malvivente sia associata a questa giusta preoccupazione come “motivazione” per azioni terribili come quella di Trichiana. Non è degno di un territorio come quello bellunese e infanga il lavoro civile che agricoltori, esperti, associazioni e cittadini stanno facendo.
Vogliamo quindi che si agisca e si faccia in fretta. Bisogna discutere del regolamento e approvarlo velocemente. E magari aprire anche una riflessione collettiva sulla questione “prosecco”, senza preconcetti ideologici ma considerando che la terra bellunese non può essere solo “terra di conquista”.
Irma Visalli


