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L’inerzia della giunta e il caso Terna alla base delle dimissioni del consigliere comunale Simonetta Buttignon: ” Il mio personale progetto resta il bene della città che desidero perseguire”

Simonetta ButtignonCita Luigi Berlinguer l’avvocato Simonetta Buttignon, per annunciare le sue dimissioni dalla maggioranza: “Noi siamo convinti che il mondo anche questo intricato mondo di oggi può essere conosciuto interpretato trasformato e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”.

E dice: “Ho deciso di lasciare il gruppo In Movimento con cui ho fatto sin qui il percorso amministrativo, per entrare nel gruppo misto.

E’ stata una decisione sofferta e affatto facile ma che ritengo oggi l’unica possibile perchè coerente con le posizioni che ho assunto, spesso non comprese e non accettate, ma che ritengo irrinunciabili.
Prima di decidere – prosegue Simonetta Buttignon – mi sono chiesta che cosa mi avesse fatto lasciare il porto sicuro del Partito democratico per affrontare una sfida piena di rischi ma entusiasmante come quella che abbiamo affrontato”, riferendosi all’ultima tornata elettorale che ha portato all’elezione a sindaco di Jacopo Massaro.
“Era la voglia di spendersi e mettersi in gioco per un progetto di rinnovamento, che portasse ad abbandonare vecchie logiche e desse finalmente energia alla città, con uno sguardo diverso verso il futuro. L’idea di Belluno e del suo territorio non come periferia dell’impero ma come ‘centro del mondo’, come protagonista e non come comparsa. Perché le caratteristiche per lasciare il ruolo di gregaria ci sono tutte. Ricordo nel nostro programma Belluno capoluogo avrebbe dovuto diventare soggetto capofila e promotore di progettualità di area vasta ed avere la capacità di catalizzare intorno a tali capacità anche realtà con termini di dimensioni medio piccole ‘un laboratorio politico per un nuovo governo del territorio’.
Trovo ben poco di tutto questo”, osserva amareggiata Simonetta Buttignon.
“Pensiamo alla questione Terna. E’ quest’idea, ad esempio, che mi ha portato ad impegnarmi nella lotta per la riprogettazione dell’elettrodotto. Che non è solo la battaglia per evitare che la nostra provincia venga riempita di pali alti fino a 60 metri, ma è la pretesa che i poteri forti economici vengano a patti con i rappresentanti del territorio con un confronto alla pari. Battaglia sacrosanta che speravo condivisa.
Questo mio impegno non solo non è stato apprezzato, ma è stato stigmatizzato negativamente, perchè non istituzionalmente opportuno. Eppure c’è un provvedimento del Consiglio Comunale che da all’unanimità una direttiva politica ben precisa a questo proposito ad oggi inattuata. Questo è solo un esempio.
Che fare? Era arrivato il momento di decidere se allinearmi ad un modo di amministrare che non crea scontri ma che ritengo non raggiunga i fini – senza dubbio ambiziosi – che ci eravamo prefissati, rinunciando alle battaglie anche istituzionali se servono o perseguire nel cammino intrapreso che ritengo quello giusto.
La scelta è stata evidentemente quest’ultima” ha detto l’avvocato Buttignon, assicurando altresì che “Il mio personale progetto resta il bene della città che desidero perseguire”.