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venerdì, Giugno 21, 2024
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L’ex doge Giancarlo Galan indagato anche per evasione. Berti: “Abbiamo chiesto le sue dimissioni Il Movimento 5 Stelle è l’unica speranza per evitare una rivoluzione violenta”

Jacopo Berti
Jacopo Berti

“Galan non paga le tasse sulle mazzette incassate? È oltre la disonestà”: a dirlo è il candidato presidente del Veneto per il Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti, alla notizia delle indagini nei confronti dell’ex governatore del Veneto per evasione fiscale. In ballo ci sono oltre dieci milioni di euro, ovvero le tasse sulle tangenti intascate per il Mose.
“Il 24 gennaio siamo andati sotto casa di Galan chiedendo a gran voce le sue dimissioni” spiega Berti in riferimento alla Notte dell’onestà veneta e agli incarichi pubblici con stipendio ancora percepito da Galan nonostante l’arresto e le vicende giudiziarie.
“Evidentemente, come ha detto Beppe Grillo, “le parole non bastano più” – sottolinea il candidato alla presidenza della Regione – serve altro, serve qualcosa di più forte. Il 31 maggio i veneti, tutti uniti, potranno mandare a casa la classe politica responsabile di tutto questo, e dare la Regione in mano a persone oneste. La prima cosa che faremo sarà l’abolizione dei vitalizi, ai condannati e non. I soldi dei veneti ai veneti non alla politica”.
“Quella del 31 maggio è l’ultima occasione per una rivoluzione democratica, non violenta. Il M5S è l’unica speranza dei cittadini esausti – conclude Berti – un popolo senza speranza può ricorrere a gesti estremi, che noi condanniamo, ma che questa classe politica sembra quasi cercare col suo atteggiamento”.

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